03122021Headline:

La mediazione del sindaco per ricompattare il Pd

Il segretario dell'Unione comunale del Pd Stefano Calcagnini

Il segretario dell’Unione comunale del Pd Stefano Calcagnini

Bocche cucite, almeno tra i grossi calibri, mentre quei peones dei consiglieri comunali del Pd (con tutto il rispetto) continuano a scannarsi mediante comunicato stampa. All’indomani della riunione di maggioranza, nessuno si sbilancia sul Bilancio. Perché non è stata presa ancora nessuna decisione, né tantomeno è stata prodotta una bozza. Siamo ancora alla fase di discussione, con le posizioni piuttosto distanti, specie dentro il Pd. Già, perché mentre le altre anime della maggioranza – le liste civiche – hanno più o meno già dato il via libera alle decisioni prossime venture dell’amministrazione, all’interno del Partito democratico le divisioni restano. Come le polemiche.

Il problema è sempre quello: aumentare la pressione fiscale (un modo più elegante per dire “alzare le tasse”) e come giustificarlo ai cittadini. L’aumento è già dato per scontato: lo impone lo scotto da pagare per la vicenda Esattorie, nonché alcuni crediti iscritti a bilancio dall’amministrazione precedente e ancora non riscossi e forse non riscuotibili. Dunque, benché la colpa verrà attribuita a chi governava prima, resta da trovare il modo per reperire i fondi necessari alla gestione della cosa pubblica nell’anno 2014. Inevitabile l’istituzione di una tassa di soggiorno per i turisti, pratica ormai diffusa in molte città italiane e già annunciata a metà giugno dal sindaco Michelini proprio a Viterbopost: “Ma saranno risorse da investire proprio nel settore turistico”, aveva sottolineato lo stesso primo cittadino. Non basterà solo questo, purtroppo: bisognerà aumentare anche la Tasi, o forse l’addizionale Irpef (con sgravi però per le fasce deboli). E qui anche l’altra sera sono spuntate varie simulazioni sull’incidenza degli aumenti per le tasche dei viterbesi.

E’ proprio su questo punto che il Pd resta spaccato. Con un blocco di maggioranza che propone di reperire i fondi soltanto attraverso una revisione della spesa, senza aumenti dell’Irpef per i cittadini. Alcuni invece restano convinti che un piccolo innalzamento delle quote Irpef e Tasi potrebbero far quadrare i conti. Perciò la riunione è andata a vuoto, e rimandata a domani, quando potrebbero fare la loro comparsa nuove simulazioni senza l’Irpef, che potrebbero mettere tutti d’accordo.

O almeno così spera il sindaco Michelini, che su questa storia, suo malgrado, si gioca la faccia e forse anche la solidità della sua amministrazione. Senza dimenticare le dichiarazioni del segretario comunale Calcagnini, che ha invocato la compattezza del partito, minacciando anche misure provvedimenti.

“Quando eravamo all’opposizione – confida un esponente di spicco della maggioranza – abbiamo sempre criticato il centrodestra per i litigi proprio sul Bilancio, e la cosiddetta politica degli orticelli. Ora però rischiamo di fare la stessa figura…” Se non peggiore.

E quando ci si riempie la bocca di “Bilancio condiviso” (coi cittadini), forse prima bisognerebbe affrontare il problema del Bilancio condiviso (all’intero del Pd). Sarebbe già un ottimo inizio.

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