20092021Headline:

Pace in Medio Oriente: la Tuscia tace

Poche sono state le voci che dalla provincia di Viterbo si sono levate in merito all’operazione “Bordo Protettivo” condotta da Israele contro la Striscia di Gaza. Un’azione dal nome ingannevole, dato che non si capisce esattamente da cosa debba proteggersi uno Stato dotato di arsenale nucleare e sistemi tecnologici antimissile da far invidia a Guerre Stellari. Ho sentito pronunciarsi contro questa operazione soltanto una consapevole parte della società civile, ma poche o nulle sono le tracce di una presa di posizione istituzionale.

Abbiamo più volte dimostrato, qui a Caprarola, che anche un piccolo Comune può avere la sua politica estera e la sua diplomazia in modo senz’altro più libero ed indipendente di un governo centrale, scegliendo i temi da approfondire, invitando persone giuste e competenti ad esprimersi su questi ultimi, creando legami di amicizia con altri popoli e perfino intrattenendo rapporti internazionali con governi e istituzioni sovranazionali ognuno nel suo ruolo ma sempre con dignità, da pari a pari.

Fermo restando il valore universale della pace per il quale ci siamo spesi e continueremo a spenderci come cittadini e come amministratori, mi è difficile questa volta individuare una qualche ragione che possa giustificare un’aggressione militare in piena regola. I quattro bambini uccisi da un missile israeliano sulla spiaggia di Gaza sono il simbolo dell’assurdità e del non-senso di questa operazione. Invito pertanto i sindaci della provincia e i rappresentanti istituzionali a scrivere al presidente del Consiglio Matteo Renzi una lettera (in base al modello in allegato) con la quale chiedere al Governo di utilizzare il semestre europeo a guida italiana non soltanto per cavalcare il gioco del toto-nomine ai vertici di un’Unione Europea attualmente priva di una politica estera, ma per farsi promotore di iniziative di pace concrete ed efficaci.

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