27112021Headline:

“Subito un tavolo per il prezzo del latte”

Mauro Pacifici e Andrea Renna

Mauro Pacifici e Andrea Renna

La Coldiretti torna a sollecitare la Regione perché riunisca con la massima urgenza un tavolo per arrivare quanto prima ad un accordo sul prezzo del latte. E’ partita per la seconda volta una lettera indirizzata al governatore Nicola Zingaretti e all’assessore all’Agricoltura Sonia Ricci, essendo scaduti ormai da quasi un mese i contratti di conferimento del latte vaccino alla stalla.
“L’avvenuta scadenza dei contratti rende quanto mai urgente accelerare il percorso concordato con la Regione Lazio nell’ultimo tavolo di filiera per arrivare il prima possibile ad un accordo sul prezzo del latte che permetta di favorire un quadro di concorrenza che tuteli la competitività delle imprese laziali”. Così il presidente ed il direttore di Coldiretti Lazio, Mauro Pacifici e Andrea Renna, nella lettera inviata la seconda volta alla Regione per sollecitarla ad agire in tempi brevi, tenuto conto dei dati allarmanti che riguardano la situazione in cui versa il settore e che stanno creando grande preoccupazione sia negli allevatori che nella stessa Coldiretti.
Nel Lazio, si contano 1413 aziende in produzione, 1401 quelle che consegnano il proprio latte e 65 quelle che lo vendono direttamente. Le vacche in lattazione sono 54.000.
Ebbene dal 2008 al 2012, il numero delle aziende è calato del 36,8% e quello delle vacche è diminuito del 25%. L’unico dato con il segno più davanti, purtroppo è quello relativo ai costi di produzione, che ammontano in media a circa 48 euro per 100 chilogrammi di latte, con un incremento del 17,5%.

“Attraverso questa lettera alla Regione – ha detto il presidente della Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici – vogliamo ribadire l’urgenza che l’assessorato all’Agricoltura giochi il ruolo di impulso e di mediazione che gli è proprio e che riunisca con la massima sollecitudine i rappresentanti della filiera del latte vaccino”.
“La Coldiretti – ha ricordato il direttore Andrea Renna – è scesa in campo più volte anche con azioni molto forti in nome della tutela della qualità e dell’origine del nostro latte, come nel caso dell’annosa questione della Centrale del latte di Roma, sulle cui vicende proprietarie e gestionali questa Organizzazione si è espressa con l’obiettivo di arrivare ad un maggiore protagonismo del mondo allevatoriale viterbese, romano e laziale”.
Il mercato del latte vaccino alla stalla si muove in un contesto di concorrenza mondiale all’interno del quale giocano diversi fattori legati ai meccanismi della domanda e dell’offerta nonché alla destinazione (latte alimentare, formaggi, burro, ecc) del latte stesso. Finora, infatti, una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità ai dati, con una mancanza di trasparenza sulla provenienza degli alimenti provocando gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori. Una mancanza di trasparenza che ha arrecato danno ai prodotti simbolo del Made in Italy.
Tutto questo si traduce in perdita di qualità e della specificità del nostro latte con il rischio di chiusura di centinaia di imprese zootecniche nel Lazio.

 

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