04122021Headline:

Quanti dolci per Santa Rosa

Il biscotto del facchino

Il biscotto del facchino

Mentre Viterbo festeggia Santa Rosa le pasticcerie della città rendono onore alla tradizione. Santa Rosa infatti è dolce. Anche sulla tavola. Così, ai colori settembrini e ai tipici suoni della festa si aggiungono gli odori e i sapori delle pasticcerie della città, anche loro impegnate ad accogliere la santa patrona. Cna e Confartigianato, le due associazioni che raccolgono i pasticceri viterbesi, illustrano i prodotti confezionati ad hoc per l’evento tutto viterbese.

La tradizione dei prodotti tipici legati alla festa è viva in casa Cna: creazioni di cioccolata, altre di marzapane e, ancora, con nocciole e uvetta. Anche questo è un patrimonio da salvaguardare, verso il quale “la richiesta è forte e aiuta a valorizzare gli eventi che ruotano intorno alla patrona della città”, dice Ermanno Fiorentini, presidente dell’associazione provinciale Panificatori e Pasticceri.

Il menù è variegato e sono molti a liberare la fantasia in onore di Santa Rosa. C’è la pasticceria Alba con “Il pandolce del minifacchino”, a base di cioccolato e nocciole, poi “Il cuore di Rosa”, proposto dal forno Artigianpan 86. E la tripla composizione della pasticceria Camilli, che vede insieme una rosa e la riproduzione della Macchina e della Santa, cui si aggiunge la “Pagnottella di Santa Rosa”, ricchissima di uvetta. La pasticceria Le Cose Buone cambia, invece, ingredienti e punta sulla “Sfoglia di Santa Rosa”. Qui si è pensato anche a un pacchetto completo, mettendo insieme un pasto: oltre alla sfoglia, in un unico sacchetto, si trovano anche brioche, tramezzino, brownie e acqua. “La domanda di questi prodotti – spiega Fiorentini – è in crescita. Noi ci crediamo e ci puntiamo. Certo è che la categoria esprime una straordinaria creatività”.

Ma non è ancora tutto. Tre prodotti diversi per la pasticceria Catanese, a partire dai “Facchini di marzapane”, che ogni anno vengono consegnati al Sodalizio, i cui rappresentanti li portano in dono ai bambini del reparto di Pediatria dell’ospedale di Belcolle. Gli altri due sono il “Pane di Santa Rosa”, a base di noci, nocciole e uvetta, e i “Miracoli di Santa Rosa”, ovvero dei biscotti. E poi la “Rosa di Rosa”, una sfoglia all’aroma di rosa sfornata dal panificio Anselmi di Raggi. Un’ampia proposta anche dalla pasticceria Primavera, dal classico “Pane di Santa Rosa” al delizioso biscotto con lo stemma del Sodalizio dei Facchini. Infine, non poteva mancare la crepe. Questa, però, è particolare: la propone GustoSì Senza Glutine, per chi soffre di celiachia. A Santa Rosa si pensa proprio a tutti.

La sfoglia di Santa Rosa

La sfoglia di Santa Rosa

Confartigianato invece segnala l’Antica Latteria, storica gelateria viterbese, che dedica il gusto di fine estate – “crema dei Facchini” – agli eroi che ogni anno trasportano la Macchina, il Forno Fiore, che pubblica sulla propria pagina di Facebook le foto di decine e decine di dolcetti appena sfornati pronti per la merenda dei Facchini ai quali si aggiungono i maritozzi di Santa Rosa e quelli del Facchino e del mini-Facchino.

«I nostri artigiani si lasciano ispirare ogni anno dal particolare clima che solo le celebrazioni in onore di Santa Rosa sanno creare – spiega Andrea De Simone, direttore di Confartigianato – . È un momento magico per Viterbo, durante il quale i cittadini riscoprono le proprie radici culturali e si stringono tra loro spinti da un sentimento di condivisione che risveglia l’intero territorio. Solo il saper fare artigiano è in grado di descrivere queste sensazione attraverso prodotti artistici che sanno cogliere le mille e una sfaccettatura della festa della santa patrona. Le realizzazioni dei nostri pasticceri sono un esempio della maestria con la quale gli artigiani rendono omaggio alla tradizione»

Immancabile il pane di Santa Rosa della Pasticceria Casantini, tipico dolce realizzato con la pasta del panettone arricchito con nocciole e gocce di cioccolato realizzato ad arte da Virginio, Katia e i pasticceri della nota bottega di via Cairoli.

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