04122021Headline:

Sauro Sorbini, il Pasquino viterbese

mostra sorbini (4)Fotografia in bianco e nero: sembra una scena de I Vitelloni. A via Marconi stanno lavorando, buchi nell’asalto e transenne, e una scritta artigianale che è un lampo: “Ricerche petrolifere”. Sopra, un’intestazione a tradimento: S.P.Q.V, Scavano Profondo Questi Viterbesi. E allora no, questo non è Fellini, è Monicelli e il suo fantastico “Amici miei”. Solo che è successo tutto davvero, uno dei (tanti) colpi di scena firmati da Sauro Sorbini, il tipografo anarchico – ma forse non solo questo – scomparso nel marzo 2003 e ricordato in una mostra alla sala Anselmi di via Saffi, in coincidenza dei quarant’anni dalla fondazione della Union printing, l’azienda che raccolse il testimone dall’antica tipografia di famiglia.

mostra sorbini (2)Entrare dentro all’esposizione è una macchina del tempo, è un frullatore di viterbesità e pensieri controcorrente, di battute fulminanti e di una certa contrapposizione politica che oggi è solo un ricordo, anzi un rimpianto. Sulla sinistra i manifesti firmati, sfornati, da Sorbini. Perché va bene fare il tipografo, ma poi ci devi mettere anche le idee, il genio. E allora, le provocazioni, come quella del fattorino dell’Atac condannato per aver rubato e rivenduto tre biglietti d’autobus (valore: 150 lire). E Sauro che aggiunge in calce alla sentezza, la sua versione: “I ladri di Stato, gli speculatori del Belice e del Friuli, i Caltagirone e i Sindona, a quanti miliardi di anni luce saranno condannati?”. La risposta se la dà da solo, citando il Manzoni: “Ai posteri l’ardua sentenza”. E aggiunge cinico: “Se mai i posteri ci saranno”. Che il tutto sia finito su un poster, be’, è la storia che diventa farsa, anzi satira.

Ogni manifesto è un racconto. Quelli in morte di Bertrand Russell (firmato: “Gli anarchici viterbesi”), quelli per Giordano Bruno e per Garibaldi e per Mariano Buratti e per Ferruccio Parri e per Orson Wells. Sorbini scriveva di tutto, e contro tutti: dalle questioni cittadine (vedi l’abbattimento della recinziojne lignea di San Pellegrino) a quelle universali, con Craxi e Andreotti come facilissimi bersagli. E le sue proteste nei confronti dell’ipotizzato rientro dei Savoia in Italia – da vecchio partigiano – erano vibranti, con tanto di telegramma di protesta al Corriere della Sera. Lo sport, poi, del quale poteva parlare a ragione, da presidente e fondatore del Rugby Viterbo: la sua intemerata contro Maradona, e il suo gol di mano al Mondiale del 1986, si conclude così: “Rugby Viterbo, dove lo sport è ancora sport”, e chissà cosa penserebbe oggi, il sor Sauro, dei Tavecchio e dei Lotito, di Sky e di Balotelli. Senza dimenticare la vena anticlericale mai nascosta: quando racconta della prossima intitolazione di una piazza al sacerdonte don Mario Gargiuli (“Occhio, è la terza processione religiosa in città in pochi giorni: c’è un clima da controriforma”), Sorbini chiede e si chiede perché non sia stata ancora dedicata una vita all’esponente repubblicano Duilio Mainella: “Gliela intitoleranno una nel nuovo quartiere del Poggino. Chissà quando, probabilmente mai”.

mostra sorbini (3)Farsi un giro della sala Anselmi è un viaggio col sorriso sulle labbra e la tristezza nel cuore, per la Viterbo che non c’è più, sparita e sparuta. Con la seconda parte dedicata anche al Sorbini più intimo, più famigliare, coi suoi figli e l’adorata moglie, i travestimenti di Carnevale e le vacanze (Parigi, piazza della Bastiglia, 13 luglio 1989: il giorno dopo sarebbe stato l’anniversario della Rivoluzione francese), fino ai telegrammi – uno, bellissimo, spedito al procuratore Caselli durante le polemiche antimafia del 1994, con risposta del giudice -, e agli articoli di giornali, i coccodrilli, che raccontavano la scomparsa di questo viterbese atipico, o forse no.

Aperta tre ore al giorno, dal 29 agosto ad oggi, e un registro delle visite pieno di firme e ricordi (tra questi, quello del senatore Sposetti e della moglie): la mostra chiude oggi, vale la pena farci un salto. Giusto per non dimenticare un pezzo nobile e libero della storia recente di questa città.

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