26112021Headline:

Conquistare Berlino (col cinema italiano)

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La conferenza stampa di presentazione

Preparate le valigie, andiamo a Berlino. E anche se stavolta non sarà per giocare una finale del Mondiale (capita una volta sola nella vita), ne vale comunque la pena. Da venerdì a domenica nella capitale della Germania, nel centro dell’Europa – e tutto sommato dell’impero – si terrà la seconda edizione del Tuscia film fest in versione esportazione. E cioè la costola autunnale del collaudato Tuscia film  fest, che partendo come semplice rassegna si è trasformata, dopo undici anni e tanto olio di gomito, in un’impresa culturale in servizio permanente effettivo, autonoma rispetto al Potere e alle regalìe pubbliche e pure (o perciò) capace di proliferare e stupire. L’appendice berlinese, già andata in onda l’anno passato, è il passo programmato di espansione a questa crescita.

“Stavolta abbiamo anche cambiato titolo all’evento – spiega il direttore di Tff, l’instancabile Mauro Morucci – Abbiamo scelto Italian film festival, un marchio dalle grandissime potenzialità in una metropoli affamata delle eccellenze italiane, a partire dal cinema”. E non è tanto per dire: al debutto, l’anno scorso, la rassegna contò una media di 250 spettatori paganti al giorno, e solo dai biglietti staccati l’iniziativa si è ripagata da sé. Logico ancora puntare ancora sulla formula: otto film in tre sere, alcune premiere nazionali per il mercato tedesco, un ospite illustre al giorno. Si parte venerdì con Pif, che già ha sbancato i botteghini col suo La mafia uccide solo d’estate, e prima il Sacro G.R.A. Sabato ci sarà Edoardo Leo in carne ed ossa, mentre sullo schermo scorreranno le immagini de La Grande Bellezza (premio Oscar come miglior film straniero, per chi uscisse ora dal letargo), Buongiorno papà dello stesso Leo e poi Smetto quando voglio. Domenica il gran finale, ospite Fabrizio Gifuni che in Germania è impegnato a presentare la fiction su Franco Basaglia insieme all’istituto italiano di cultura: film C’era una volta la città dei matti e, per chiudere, Le Meraviglie, premio speciale al festival di Cannes, girato in parte anche nella Tuscia.

Come l’anno scorso, il cinema che ospiterà questo pezzo di cultura (ma anche di capacità organizzative e manageriali) viterbese sarà il Babylon, storico teatro in Rosa Luxembourg platz, quartiere Mitte, un posto dove sono successe tante cose nell’ultimo secolo. Alla presentazione ufficiale, Provincia, Comune, Fondazione Carivit e Confartigianato hanno ricordato per l’ennesima volta come il Tff – e anche l’Italian film festival – sia un’iniziativa modello per tutti quelli che ambiscono lavorare nel mondo della cultura. Qualche rappresentante istituzionale sarà presente (a titolo personale) anche a Berlino, così come una trentina di viterbesi che hanno acquistato l’apposito pacchetto da San Faustino viaggi. E viene da pensare che sarà bello passeggiare sotto casa di Angela Merkl, all’ombra del Reichstag o tra i bastioni della porta di Brandeburgo: per una volta non da turisti né da sudditi, ma da orgogliosi provinciali saliti tra i crucchi ad esportare immagini, idee, ricchezze per la mente.

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