03122021Headline:

Dimensionamento, Valeri in retromarcia

L'assessore Raffaella Valeri

L’assessore Raffaella Valeri

Rimandata a settembre. Anzi, giacché l’estate è finita, bocciata senz’appello. Ci si rivede tra un anno. Nella speranza che si presenti preparata a dovere. Ed è il colmo. Perché a non superare gli esami stavolta è proprio lei, Raffaella Valeri. Quella di Sel. Ma soprattutto l’assessora alla Pubblica istruzione del Comune di Viterbo (già candidata a sindaco, durante le sciagurate primarie).

La sua tesina sulla risistemazione delle scuole obbligatorie non è piaciuta a nessuno. Né al professor Michelini, né al supplente Marini. Tant’è che l’intera truppa di Palazzo dei priori ha deciso, appunto, di bocciarla.
In ballo, va rimarcato, ci sta una patata bollente che già ustiona solo a parlarne. La più classica delle coperte corte. Come la tiri la tiri qualche pezzo rimane sempre fuori. Certo è però, che a leggere la lettera fiume inviata da sei presidi in branco (forse per risparmiare carta, in epoca di spending review), un paio di grattacapi sorgono.
“L’assessore Valeri – spiegano i dirigenti – richiama l’esigenza di ‘risparmio e migliore utilizzazione delle risorse’ e l’obiettivo ‘di garantire il migliore funzionamento del sistema, a garanzia del pari diritto allo studio della popolazione, evitando situazioni di disparità’. Bene, come cittadini e genitori non possiamo che condividere tali premesse. Peccato però che il piano presentato a nostro avviso sia davvero carente. Perché i tagli devono essere sempre fatti a scapito della scuola, il presente dei nostri figli, il futuro di tutti noi?”.
Questa la premessa. Alla quale seguono una chilometrata di buone ragioni per darle contro. Sempre in modo elegante, sia chiaro, seppur fermo. “Il piano di dimensionamento disattende in più punti il dettato delle linee guida della Regione – cresce l’entusiasmo – Si ricorda che la materia del dimensionamento scolastico è di spettanza proprio regionale”.
E giù paragrafo per paragrafo viene illustrato il malefatto. Che si chiude col botto. “I nostri figli vivono in una città in cui l’acqua è un veleno, i giardinetti pubblici sono mal tenuti, sporchi e insicuri. Da più anni non ci sono né teatro né cinema. Non togliamo loro anche la scuola pubblica”.
Come l’avrà presa la Valeri? “Abbiamo deciso di soprassedere per quest’anno dall’apportare modifiche alla configurazione amministrativa (il noto dimensionamento, ndr) – ecco la replica – in quanto la cittadinanza ha dato segnali di interesse sul tema. Il processo sarà portato avanti dilatandone i tempi, per dare spazio a ulteriori incontri con le parti coinvolte. Con l’obiettivo di giungere responsabilmente a una proposta condivisa. Confido infatti che questa possa essere l’occasione per confrontarsi, conoscere e avviare un’utile collaborazione”.
Che dire: in bocca al lupo. Una pezza è stata messa. Ma la strada appare molto lunga e tutta in salita. Anche per lo stesso sindaco Leo Michelini, che dopo la grana Taborri (che ha sposato il Nuovo Centrodestra) ora dovrà rassicurare pure le quote Sel. Già più volte andategli contro, nonostante il mandato sia appena decollato.

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