20092021Headline:

Il giovedì nero del povero Leonardo Michelini

merloDa quello che si è capito, compulsando le cronache di varie fonti (Il Messaggero; www.ontuscia.it; www.viterbonews24.it; www.tusciaweb.it), se è vero che (lo diceva Woody Allen nel film Manhattan, 1979) “Dio è morto, Marx è morto e io non mi sento tanto bene…”, in quel della città dei Papi bisogna registrare che a non sentirsi tanto bene è la maggioranza di centro sinistra che sostiene il sindaco Leonardo Michelini.

Da quello che si è capito “altra clamorosa e vergognosa figuraccia da parte della maggioranza, colpevole di aver reso vana la seduta odierna (giovedì 16 ottobre) del Consiglio comunale”.

Da quello che si è capito “gli oltre 50 punti all’ordine del giorno restano pertanto ancora in attesa di discussione, così come in attesa resta una città intera, ostaggio e vittima allo stesso tempo di una politica locale pressapochista, arrangiata e balbettante”.

Da quello che si è capito “la macchina dell’amministrazione Michelini singhiozza vistosamente: un brutto scivolone per il sindaco e i suoi, con lo strumento del consiglio che rischia di rimanere bloccato per una quindicina di giorni”.

Da quello che si è capito è stato un “giovedì da dimenticare”, onde per cui il risultato è stata “l’ennesima figuraccia dell’amministrazione Michelini; in consiglio comunale non ci sono i numeri; va a vuoto la prima seduta e in modo clamoroso va a vuoto anche la seconda”.

Da quello che si è capito la giovane Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha chiesto che “a casa l’amministrazione Michelini ci vada definitivamente, chiedendo le dimissioni dei consiglieri se sono stanchi di governare”.

Da quello che si è capito è saltato il Consiglio per il semplice motivo che “nella maggioranza sono mancati in sei: tre del Pd; uno di Sel; uno di Nuovo Centrodestra; uno della lista Oltre le mura”.

Da quello che si è capito erano “tutti giustificati sulla carta: il problema è di studio o di lavoro, non politico”.

Da quello che si è capito poi è scoppiata la bufera nel gruppo del Pd, onde per cui un Anonimo ha rilevato che “se non hanno tempo, stiano a casa e si facciano da parte lasciando spazio ad altri; in tempi difficili come questi non può passare l’idea che stiamo qui dentro solo se non abbiano altro da fare”.

Da quello che si è capito il predetto Anonimo ha perfettamente ragione. Anche se nell’occasione ha dimenticato di riflettere sulla circostanza che gran parte degli assenti appartengono alla schiatta di coloro che sono buoni a nulla, capaci di tutto e, soprattutto, aspirano a tutte le cariche, anche quelle inutili, purché non ci sia da lavorare.

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