24092022Headline:

Le facce di bronzo dei Fratelli d’Italia

fioroni-sposettiIntanto mi scuso con i miei 15 lettori (del resto, Alessandro Manzoni ne aveva 25) per la “buca” della settimana scorsa, in quanto mi sono preso una settimana di (meritato?) riposo. Detto ciò, mi ha particolarmente colpito il manifesto fatto affiggere nei giorni scorsi per le vie del capoluogo da Fratelli d’Italia. Manifesto che invita perentoriamente il presidente del Consiglio Matteo Renzi a mandare a casa i parlamentari viterbesi Ugo Sposetti e Beppe Fioroni, rei – secondo il pensiero dei discepoli viterbesi di Giorgia Meloni – di aver praticamente distrutto il Viterbese. Non lascia spazio a interpretazioni di sorta infatti, la pleonastica domanda finale stampata sul rettangolo di carta:  “ancora dubbi su chi ha ridotto in questo stato la Tuscia?”.

Ora è vero che in guerra e in amore (ma anche in politica), tutto è consentito. Però, pure nella propaganda bisognerebbe avere il senso della misura, senza esagerare. Altrimenti si finisce per addobbarsi una bella faccia… di bronzo (meglio evitare espressioni scurrili, che sarebbero comunque più efficaci).

Allora, vediamo un po’. Senza voler  fare l’avvocato d’ufficio di nessuno (del resto, i due non ne hanno proprio bisogno), val però la pena di analizzare quanto avvenuto – ad esempio – negli ultimi vent’anni  per cercare di capire (valutando i fatti) meriti e demeriti dei due big del centrosinistra messi alla berlina, ma anche di coloro che, nel corso del tempo, li hanno sostituiti nei due rami del Parlamento e che appartenevano all’altra parrocchia, quella del centrodestra.

Giacché in tutto questo lasso di tempo nella Camera e nel Senato, oltre ai due succitati, hanno messo piede anche Giuseppe Lazzarini (Pdl), Nicola Parenti (Pdl), Ferdinando Signorelli (Pdl), Antonio Capaldi (Ulivo), Gianfranco Saraca (Forza Italia, purtroppo defunto), Michele Bonatasta (Pdl), Marcello Meroi (Pdl), Rodolfo Gigli (Pdl), Giulio Marini (Pdl), Laura Allegrini (Pdl). Spero di non aver dimenticato nessuno. Val la pena anche ricordare che – nello stesso periodo – il centrosinistra ha governato dal 1996 al 2001 e dal 2006 al 2008, mentre il centrodestra lo ha fatto dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2013.

Bene. Un osservatore al di sopra delle parti dovrà ammettere che per Viterbo, pur cambiando i suonatori, la musica è rimasta sempre la stessa. Giacché la Tuscia è rimasta dov’era. Senza che nessun progetto di quelli tanto agognati sia andato in porto. Vogliamo parlare della superstrada Viterbo-Civitavecchia? Ricordo perfettamente che all’assemblea provinciale dell’Assoindustriali del 2001 l’allora presidente della Regione, tale Francesco Storace, disse senza tema di smentita (sic!) che l’arteria sarebbe stata completata entro il 2005 (e questo è solo un esempio).

Ma forse la vicenda più da ricordare (perché quella sì che poteva dare una svolta) è la telenovela dell’aeroporto, catapultato a Viterbo dal duo Fioroni-Sposetti nel novembre 2007. Fu infatti soprattutto grazie al loro pressing che fu vinta la concorrenza della potente Frosinone, appoggiata anche dall’allora governatore del Lazio Piero Marrazzo. Poi però, due mesi più tardi il governo Prodi cadde ignominiosamente (i senatori dell’epoca Rossi e Turigliatto rimarranno nella storia del centrosinistra, così come il sempreverde Clemente Mastella), arrivò il nuovo vincitore delle elezioni Silvio Berlusconi (coi parlamentari viterbesi Marini e Allegrini, già rottamati) e… non se ne fece più nulla. Peggio. La vicenda aeroporto fu utilizzata dal centrodestra nella Tuscia finché fu possibile solo per la propaganda politica. Poi, inevitabilmente, cadde il silenzio.

E allora, cari fratellini d’Italia, continuate pure con la vostra azione politica (perché questo nessuno può negarvelo), ma abbiate anche un po’ di pudore. Altrimenti , con le vostre facce di … bronzo, potete candidarvi ad esibirvi a Zelig.

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