21072018Headline:

Femminicidi: la politica risponda in fretta

FEMMINICIDIOAncora un femminicidio nella provincia di Viterbo, ancora un episodio di violenza esercitata da un uomo sulla propria convivente, fino alle estreme conseguenze. Un dramma che coinvolge persone, sentimenti, logiche di genere che non comprendiamo e che non accettiamo ma con i quali dobbiamo confrontarci se davvero vogliamo trovare soluzioni che non si esauriscano con le misure, pure necessarie, che attengono alla salvaguardia dell’ordine pubblico.

Vale la pena ribadire le dimensioni di questo fenomeno che nel 2014 ha visto uccise mediamente una donna ogni tre giorni. Da dati elaborati dalla Casa delle donne di Bologna emerge che quattro donne su dieci avevano subìto abusi prima di venire assassinate e nel settanta per cento dei casi le vittime avevano denunciato la situazione di rischio in cui vivevano e colui che sarebbe diventato il loro assassino.

Il primo agosto scorso è entrata in vigore la “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza delle donne e la violenza domestica” nota come “Convenzione di Istanbul”. Questo importante documento sancisce per la prima volta che il reato di violenza nei confronti delle donne esca dalla sfera privata e venga considerato violazione dei diritti umani.

Subito dopo la sua ratifica da parte del Parlamento italiano, quest’ultimo aveva adottato la legge 119/2013 dove, all’art. 5, si prevede la elaborazione e la adozione di un piano d’azione straordinario contro la violenza di genere e la violenza sessuale che, facendo propri taluni intendimenti espressi nella Convenzione di Istanbul, pone l’accento su alcuni obiettivi quali l’nformazione e la prevenzione della violenza contro le donne, la promozione della uguaglianza di genere a partire dalle scuole, la sensibilizzazione della stampa e dei media in genere sul modo di trattare un argomento così delicato, la formazione degli operatori – dalle forze di polizia, al personale dei pronto soccorso, agli assistenti sociali – in modo che siano in grado di aiutare le persone che hanno subìto stalking e maltrattamenti.

Nelle risposte a varie interrogazioni e interpellanze presentate da diverse colleghe circa lo stato di attuazione del citato piano, il Governo ha ribadito che lo stesso è in fase di ultimazione e ormai prossimo alla emanazione. Sono sette i tavoli tematici che ne hanno discusso, che hanno visto la partecipazione di vari ministeri, delle autonomie locali e del mondo dell’associazionismo. È necessario fare presto perchè serve dare continuità ad una politica, quella al contrasto alla violenza di genere, che ha bisogno di obiettivi precisi e altrettanto puntuali azioni per raggiungerli.

È necessario anche fare bene però e credo che a questo proposito possa essere d’aiuto partire dall’ascolto delle tante esperienze di accoglienza delle vittime di violenza maturate nel corso degli anni nelle varie Regioni. Infine è necessario prevedere risorse economiche adeguate, in aggiunta a quelle già erogate o già inserite nelle precedenti previsioni di spesa, altrimenti le azioni non potranno essere realizzate nè gli obiettivi raggiunti.

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1 Commento

  1. Iurie Nunu scrive:

    A riguardo consiglio questo articolo di un nostro eurodeputato: http://www.lanocemln.it/Stampa/Articolo_donne.pdf

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