30112022Headline:

Nepi, una vera città antimafia

nepi mafieNepi. Città dell’acqua e delle buone notizie. E se la prima non è che rappresenti una grande novità, il business delle bottiglie frizzanti è ormai storia risaputa, le secondo appaiono invece come un’oasi nel deserto. In questa provincia cronica della quale, per prassi, si parla più bene che male. E senza cattiveria. Solo constatandone il quotidiano.

È notizia di qualche giorno fa infatti l’entrata in vigore del Borgiano, moneta locale e solidale. Appresso è scappato fuori un rimborso (soldi) da parte del Comune ai cittadini. Con tanto di scuse per il ritardo. Praticamente fantascienza. Ed ora eccoci al terzo colpo. Forse quello più significativo. O comunque quello più piacevole in prospettiva futura.

L’amministrazione ha affidato, tramite bando e ad un’associazione temporanea di imprese, la gestione di un’azienda agricola. Ora, bene il concetto (finalmente applicato) di rete. Con Fattorie solidali, Fattoria di Alice, Gea e Punto e a capo che si sono messe insieme. Bene l’atto politico. In ottica di crisi globale e quindi di rilancio. Ma bene, anzi benissimo, il dietro le quinte. La struttura infatti era stata confiscata nel lontano 1997 al clan dei Nuvoletta. Un lungo e tortuoso iter l’ha poi portata nelle mani del Demanio (2009), e finalmente in quelle della giunta capitanata dal sindaco Pietro Soldatelli. Che immediatamente (2011) si è messa in moto al fine di riqualificarla. E c’è riuscita. Eccome. Ridonandola alla collettività e portandola ad una seconda vita. Nonostante la burocrazia maledetta e gli intralci classici dei tortuosi meccanismi italiani. Quelli che vedono addirittura11238 beni confiscati qua e là. Pochissimi dei quali destinati a rinascere.

A Nepi invece è successo l’incredibile. Ciò che poi dovrebbe esser prassi, ma quasi mai accade. L’azienda agricola sarà ancora azienda agricola. Ma strappata alla Camorra e affidata al poker di cui sopra. Che dovrà assumere solo personale alle prese con difficoltà economiche. E che potrà contare sull’appoggio politico locale, ma anche sulla collaborazione di Ausl e scuole del comprensorio nepesino.

Se ne è parlato in una riunione aperta. Durante la quale ha illustrato la manovra proprio la sponda Soldatelli. Al primo cittadino sono arrivate anche le congratulazioni del volto Pd Alessandro Mazzoli. Ma più di ogni altra cosa conta la vittoria morale. In attesa che anche gli altri sei blocchi viterbesi sequestrati alle mafie possano risplendere di nuova luce.

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