05122021Headline:

Quella vergogna di San Pellegrino

Mastelli pieni perché non ritirati

Mastelli pieni perché non ritirati

Richiastri, bifore, merletti, belle fontane e mondezza. Montagne di mondezza, quasi a delimitare un percorso turistico all’interno del quartiere medievale “più grande e meglio conservato d’Europa”. Un vanto passato che non vale più, perché oggi San Pellegrino è uno schifo. Uno schifo incredibile.

Via San Pellegrino, la chiamata arriva dal titolare di uno dei numerosi locali di questa strada (una volta) magnifica, (una volta) unica, (una volta) ideale per una bella passeggiata, per turisti e viterbesi, coppie innamorate e anziani nostalgici. “Guardate qui – dice Massimo dello Scorfano della Pentolaccia – Sacchetti della mondezza dappertutto, oltre agli inspiegabili ritardi nella raccolta da parte di Viterbo Ambiente: sono venuti oggi (ieri, ndr) dopo due giorni di latitanza. La situazione, così, non è più tollerabile: piace solo ai topi, che zompettano per la strada ormai anche in pieno giorno, con tutti quegli irresistibili spuntini che possno trovare rovistando tra le buste”.

La fontana di via San Pellegrino con mondezza

La fontana di via San Pellegrino con mondezza

Andiamo a fare un giro. Già all’imbocco sud di via San Pellegrino (da via San Pietro, prima dell’istituto Magistrale) è una strage: due secchi di qua, a circondare la sede della Chiesa apostolica, due di qua, prima di via Borgolungo. Poi i secchioni della Pentolaccia, fortunatamente svuotati dopo “appena” tre giorni. Quindi ancora, verso il museo dei Facchini di Santa Rosa, con sacchetti ovunque, anche vicino all’antica fontana. Sono quasi le sei di sera, passa il furgone di Viterbo Ambiente, ma passa sgassando (nota per il conducente: controllare la frizione, ché gratta) senza fermarsi a raccogliere le buste fuori posto Così a via delle Fabbriche, a via LaFontaine: una strage.

In effetti il contratto non obbliga gli operatori della ditta a ritirare i rifiuti buttati a terra fuori dagli spazi delle abitazioni, ma qui, nell’incanto di San Pellegrino, forse si potrebbe fare un’eccezione. Perché così è una vergogna enorme per Viterbo, i viterbesi e magari anche per i signori di Palazzo dei priori: “I turisti sono letteralmente inorriditi – dice ancora Massimo – Domenica era una bella giornata, un gruppo voleva mangiare fuori: quando hanno visto un topo che girava tranquillamente hanno lasciato perdere…”

E anche in questo caso, inutile segnalare, inutile gridare, anche se hai un locale e paghi quattromila (diconsi quattromila) euro l’anno di Tasi. “Viterbo Ambiente non risponde mai – dice Massimo – neanche al numero generale che un dirigente mi ha tanto magnanimamente fornito… Il Comune? L’assessora Saraconi ha promesso un qualche incontro col sindaco…” Campa cavallo.

Idea per il rilancio turistico della zona: un tour tra i palazzi medievali e la modernissima mondezza. E chissà che San Pellegrino non diventi finalmente un’attrazione mondiale. Così unica e così schifosa.

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