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Semi di pace e Cei: la scuola è fatta

Il boulevard 30 giugno, in pieno centro a Kinshasa

Il boulevard 30 giugno, in pieno centro a Kinshasa

La Cei  realizza il sogno di Semi di Pace International di costruire la scuola secondaria intitolata a Papa Francesco a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo.

Grazie alle donazioni dell’8×1000, la Conferenza episcopale italiana ha stanziato 248 mila euro, ovvero l’importo complessivo del progetto, per costruire nel quartiere di Mikondo l’istituto che sarà gestito dalle suore missionarie dell’ordine “Figlie della Passione di Gesù Cristo e di Maria Addolorata”.

“Nel Paese siamo presenti dal 2009, operando con interventi sanitari e il sostegno a distanza per i bambini. – spiegano dall’associazione – A Mikondo, la comunità delle missionarie già assicura la scuola materna e l’istruzione primaria ai piccoli tra i 3 e i 10 anni, garantendo anche cibo, alloggio e materiale didattico. Non esistono però scuole secondarie per completare gli studi”. Il progetto di Semi di Pace International prevede la costruzione di un edificio con 12 aule, un laboratorio informatico, uffici e servizi per 600 studenti, tra i 10 e i 16 anni. La struttura sarà l’unico istituto secondario presente a Mikondo e consentirà ai ragazzi, che terminano la scuola primaria, di proseguire gli studi altrimenti non sostenibili per costi e distanza.

“Ringraziamo la Cei per aver finanziato il progetto. – aggiunge Semi di Pace International – È un grandissimo attestato di fiducia e stima nei confronti dell’associazione e dei suoi 34 anni di servizio a favore delle fasce sociali più deboli. Un attestato di cui siamo riconoscenti e che vogliamo ripagare, realizzando un’iniziativa di fondamentale importanza sociale e culturale. La maggior parte dei giovani congolesi rinuncia infatti al diritto a un’istruzione secondaria, intraprendendo strade pericolose che calpestano la dignità umana”.

Semi di Pace International fa così suo il messaggio che Papa Francesco ha consegnato lo scorso 12 settembre proprio ai vescovi congolesi convenuti a Roma per la Visita “ad Limina Apostolorum”: “La Chiesa nella Repubblica Democratica del Congo è una Chiesa giovane, ma è anche una Chiesa di giovani. I bambini e gli adolescenti, in particolare, hanno bisogno della forza di Dio per resistere alle molteplici tentazioni derivanti dalla precarietà della loro vita, dall’impossibilità di seguire gli studi o trovare lavoro. Mi addolora la situazione difficile della loro vita, e so che voi condividete con loro pene, gioie e speranze. Penso in particolare con orrore a quei bambini e a quei giovani, arruolati forzatamente nelle milizie e costretti a uccidere i propri compatrioti! V’incoraggio perciò ad approfondire la pastorale dei giovani, offrendo loro tutto l’aiuto possibile, soprattutto con la creazione di spazi di formazione umana, spirituale e professionale, affinché essi scoprano la propria vocazione più profonda che li predispone all’incontro con il Signore”.

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