13042021Headline:

E’ stato l’anno del selfie, purtroppo

Un selfie del presidente del consiglio Matteo Renzi

Un selfie del presidente del consiglio Matteo Renzi

La parola del 2014? Selfie. Sì, proprio “la foto scattata a se stessi, specialmente con uno smartphone o una webcam, per lo più per condividerla su un social network”, secondo la definizione del dizionario Zingarelli 2015 nel quale entra ufficialmente. Addio, dunque, al caro vecchio autoscatto, protagonista indiscusso di seguitissime rubriche sui giornali porno di qualche decennio fa dove, con un po’ di fortuna e un pizzico di fantasia, si poteva riconoscere la procace vicina di casa, la vogliosa zia del compagno di scuola, la prosperosa amica di un lontano parente. Oggi va di moda il selfie: fatto dappertutto, spesso inutile, talvolta persino sciocco. La parola dell’anno emerge in base ad un sondaggio promosso dal sito del quotidiano Repubblica a cura di Massimo Arcangeli, curatore dell’Osservatorio della lingua italiana Zanichelli.
La parola selfie ha ottenuto il 21% delle preferenze tra le 12 voci inserite da Repubblica.it superando gli altri neologismi come Jobs Act (la riforma del mercato del lavoro del governo Renzi al 12%), califfato (lo stato fondato dai guerriglieri islamici tra la Siria e l’Iraq), Ebola (il virus in Africa al 18%) e Grande Bellezza (il titolo del film di Paolo Sorrentino, inteso come segno dei tempi). Insomma, alla politica internazionale ai problemi economici, ai drammi dell’umanità e alla pellicola premio Oscar, la foto con il cellulare conquista l’immaginario collettivo.
Ma, accanto a selfie, cominciano a prendere piede anche un po’ di termini derivati. Sempre Repubblica.it ricorda le varie sfumature applicate al termine come ad esempio il drelfie (cioè l’autoscatto con un bicchiere in mano, derivato dalla parola inglese drink che sta per bevanda), passando per l’helfie, lo scatto della propria capigliatura (derivato da capelli, hair in inglese), fino al welfie, il farsi le fotografie al lavoro e il belfie quello di chi ha riservato lo scatto al proprio lato B (dal termine inglese bottom che indica appunto il didietro).
In questo panorama, vengono indicate anche le novità introdotte nel dizionario del 2015 che riserva oltre al selfie, sicuramente delle sorprese a cominciare dalla parola “svapare”, ovvero la nuvola prodotta dalla sigaretta elettronica (E-cigarette) che entra nel dizionario, ma anche il redditest, il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti per autovalutare, la congruenza del reddito dichiarato con i beni posseduti e i servizi fruiti.
Tra le parole nuove si annoverano la spesa spalmabile, il wedding planner (l’organizzatore dei matrimoni), ma anche termini associati a nuove psicosi come l’eterofobia (ovvero l’avversione, l’ostilità per tutto ciò che è altro, diverso, alternativo). Anche l’avversione per l’eterosessualità e gli eterosessuali e la nomofobia, il timore ossessivo di non poter disporre del telefono cellulare. E ancora: labbruto per definire chi ha le labbra pronunciate, sicuramente derivato dalla tendenza al ricorso al botulino, empatizzare, svirgolata, sfoltitura, sfaticata, traspirante e scouting.

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