19072019Headline:

“La prossima Macchina la scelgano i viterbesi”

Da Fratelli d'Italia un appello alla consultazione popolare. E sarebbe ora

Luigi Buzzi, capogruppo di Fratelli d'Italia - Alleanza nazionale

Luigi Buzzi, capogruppo di Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale

“Perché non far scegliere ai viterbesi?”. Già, perché? Se lo chiede Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, ma la domanda non è poi così peregrina, specie quando si parla di Macchina di Santa Rosa.

Le immagini – e la calca, e il caos, e l’attesa – di lunedì pomeriggio, quando alcune centinaia di persone hanno letteralmente preso d’assalto il quinto piano degli uffici comunali (sezione cultura) per vedere in diretta il modello scelto dalla commissione, sono ancora fresche. E confermando quanto la gggente comune abbia a cuore non solo la Macchina in quanto tale – quella che sfila ogni 3 settembre – ma anche tutto il procedimento di scelta, e poi di costruzione, del Campanile che cammina. A maggior ragione, dunque, sarebbe opportuno coinvolgere i cittadini in questo percorso. Era il sogno di Maurizio Federici, ex consigliere comunale che riuscì a far votare ai colleghi della precedente legislatura una mozione affinché la nuova Macchina fosse scelta tramite una “consultazione popolare”. Un referendum, insomma. Ma all’atto pratico, lo scorso autunno, la nuova consiliatura non tenne conto di quella decisione, e varò – non senza polemiche – una commissione ad hoc, legalmente e burocraticamente ineccepibile, certo, ma alquanto fredda e distaccata rispetto al sentimento comune. “Di certo un referendum avrebbe eliminato anche la brutta decisione di escludere dalla commissione esaminatrice i Facchini e la Curia, con tutto quello che ne è conseguito”, ragionano ora da Fratelli d’Italia, gruppo che col capogruppo Luigi Maria Buzzi è stato tra i più attivi nel cercare di far passare l’idea della consultazione popolare. Invece niente.

Il presidente della comnissione legge il verbale che proclama Gloria, nuova Macchina di Santa Rosa

Il presidente della comnissione legge il verbale che proclama Gloria, nuova Macchina di Santa Rosa

Le obiezioni, all’epoca, furono di carattere meramente tecnico, incentrate soprattutto sulla difficoltà logistica di far votare i cittadini. “Costerebbe troppo e sarebbe molto difficile da organizzare”, dissero i contrari. Può darsi. Ma è anche vero che oggi la tecnologia offre una serie di possibilità per ovviare alle barriere fisiche: un referendum online – con tutte le certificazioni di sicurezza del caso – non sembra certo fantascienza. E avrebbe almeno un paio di vantaggi: uno emotivo, coinvolgendo tutti nella scelta della Macchina (e non soltanto i cinque tecnici/burocratici della commissione), l’altro economico e mediatico, perché una scelta condivisa avrebbe di sicuro generato un’attenzione eccezionale sull’evento, un po’ come succede a Siena per il sorteggio dei cavalli e l’ingaggio dei fantini che correranno il Palio.

La speranza è che tra cinque anni, o per quando scadrà Gloria firmata da Raffaele Ascenzi (che, per molti, avrebbe vinto anche un eventuale referendum, tanto è bella), si possano cambiare le regole. E fare in modo che la prossima Macchina sia davvero la Macchina di tutti.

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