22112019Headline:

Ladri di rosari al Paradiso

Rubato un rosario dalla statua di Santa Maria De Mattias. Un biglietto: "Vergogna"

Il biglietto che suggerisce al ladro di "vergognarsi"

Il biglietto che suggerisce al ladro di “vergognarsi”

Hanno rubato il rosario. Un rosario da poche lire, ma d’immenso valore per chi ce lo ha messo, magari per un gesto di misericordia, magari dopo una preghiera, magari soltanto per non far sentire troppo sola quella statua di santa, piazzata a bordo strada, soffocata dal traffico e dalla sosta selvaggia.

Viterbo, quartiere Paradiso, all’incrocio tra via del Paradiso, via Palmanova e via Monfalcone. In un posto che quelli del quartiere continuano a chiamare “la rotonda”, benché la rotatoria stradale sia stata tolta già da anni. Qui, qualche anno fa, fu posta la statua di Santa Maria De Mattias, religiosa originaria della Ciociaria che nell’Ottocento fondò la congregazione delle suore adoratrici del Sangue di Cristo, la stessa che gestisce, a pochi metri da lì, uno storico istituto scolastico viterbese. Fu proclamata santa nel 2003, da papa Giovanni Paolo II, più o meno quando le fu dedicata la statua a quell’incrocio. Sta in un’aiuola fiorita, in vista quando le mamme che parcheggiano per andare a prendere i figli alle fine delle lezioni non la ostruiscono coi loro Suv.

I nuovi rosari lasciati nella mano della santa

I nuovi rosari lasciati nella mano della santa

Qualcuno ne aveva abbellito l’immagine mettendole nella mano sinistra un rosario. Un gesto di fede e d’amore per la santa e per ciò che rappresenta. Ma quel rosario è sparito, rubato da chissà chi e chissà perché. E allora, ecco che la stessa anomima fedele, accorgendosi del furto sacrilego, ha voluto lasciare un messaggio al ladro. Lo ha scritto su un foglietto di carta semplice, infilzato sul cespuglio di rose (ora sfiorito, visto che siamo in inverno) alla base del monumento: “Mi rivolgo alla persona ignobile – c’è scritto – che ha avuto il coraggio di rubare il rosario che avevo lasciato. Vergogna”. Già, vergogna. E la curiosità di cosa ci avrà fatto con quel “trofeo” incivile. Naturalmente sono subito spuntati nuovi rosari (almeno un paio) nelle mani sante, perché alla inciviltà non bisogna mai cedere.

La targa commemorativa di Santa Maria De Mattias

La targa commemorativa di Santa Maria De Mattias

A dire il vero, non si tratta del primo caso di attentato contro i simboli religiosi a Viterbo. Nei mesi scorsi era toccato alla madonnina di porta San Marco subire le attenzioni dei vandali: danneggiata più volte, ora è protetta da una teca blindata. E chissà che non sia la stessa sorte che aspetta la statua di Santa Maria De Mattias, derubata in un quartiere che – ironia della sorte – si chiama Paradiso.

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