17062019Headline:

L’ipotesi termovalorizzatore arriva in Regione

Blasi (M5S): "Un'interrogazione per sapere. A Montalto meglio qualcosa di diverso"

Silvia Blasi del Movimento Cinque Stelle

Silvia Blasi del Movimento Cinque Stelle

E si torna a parlare di termovalorizzatore. Col condizionale d’obbligo già utilizzato da Viterbopost nei giorni precedenti. Non tanto perché la notizia di una possibile riconversione dell’impianto di Montalto sia solo una voce di corridoio. Bensì perché i protagonisti della manovra (l’Enel) hanno chiarito via comunicato come stanno (a parer loro) oggi le cose. Precisando per iscritto che “Enel non ha definito progetti di riconversione del sito. Ogni ipotesi di nuova valorizzazione dell’area verrà vagliata nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute e in sintonia con le comunità locali. La centrale Alessandro Volta fa parte dei 23 impianti termoelettrici non più competitivi, sul cui futuro Enel ha avviato una ampia riflessione per individuare soluzioni sostenibili e condivise in grado di valorizzare i siti, salvaguardando ambiente e occupazione”.
Insomma il tutto si può riassumere in una semplice parola: ipotesi. Che poi la cosa si farà o meno, sarà solo il tempo (e la burocrazia, e i modi, e la politica, e via dicendo) a dirlo. Qualora pero’ si decida di porre la prima pietra, toccherà inevitabilmente andare incontro ad un dibattito (eufemismo) con le forze che sicuramente si opporranno al nuovo corso.
E in primis ci sta il Movimento 5 stelle, le cui posizioni a riguardo sono ben note (Parma insegna). Proprio tra i pentastellati, impegnata alla Pisana, ecco Silvia Blasi. Consigliere regionale, nonché tarquiniese di nascita e residenza. “Dopo aver letto su Viterbopost siamo andati subito ad analizzare la questione – racconta – abbiamo chiesto una interrogazione in Regione per vederci chiaro. E quindi, finché non se ne saprà di più, preferirei non commentare. Ovvio poi che siamo contrari. Chiamarli termovalorizzatori è solo un modo per indorare la pillola. I danni che causano sono sotto gli occhi di tutti. E credo che, considerando già il dramma legato al ‘carbone’ di Civitavecchia, che tra l’altro ad oggi produce più di quanto richiesto, un’altra catastrofe proprio non ce la meritiamo”.
La Blasi, e un po’ tutti i colleghi di Movimento, ad oggi sembrerebbero pertanto voler rimanere sul chi va là. Anche se poi qualche riflessione in merito l’hanno inevitabilmente fatta. “Si vocifera che ci vorranno cinque anni di lavoro per entrare a regime – prosegue – e nel frattempo? Mi sembra logico che non è un modo per risolvere il problema. Lo ‘Sblocca Italia’ non funziona, questa ne è una pratica dimostrazione. La centrale va sistemata, ok. Ma con qualcosa che sia coerente col territorio. Che ha vocazione agricola. Punto”.
E questo è quanto. Almeno per ora…

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