23072019Headline:

“Quirinale, al voto senza paracadute”

Alla vigilia delle elezioni per il capo dello Stato, parla Alessandro Mazzoli

Il deputato viterbese del Pd Alessandro Mazzoli

Il deputato viterbese del Pd Alessandro Mazzoli

Nella storia dell’Italia repubblicana non era mai accaduto: tra qualche giorno,  gli stessi deputati e senatori saranno chiamati ad eleggere il presidente della Repubblica. Per la seconda volta nel giro di poco meno di due anni. “Un’esperienza esaltante – commenta Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico – anche se mi sembra che le condizioni siano decisamente differenti”.

In che senso?

“Beh, due anni fa il Parlamento si era appena insediato, non c’era ancora il governo; c’erano tensioni nel Pd abbastanza marcate tanto che portarono al fallimento di due candidati pure espressi da noi”.

E adesso?

“Se Renzi mantiene gli impegni di preservare l’unità del partito, non ci saranno particolari difficoltà ad individuare e ad eleggere una persona, uomo o donna non ha importanza, con le doti di autorevolezza ed autonomia necessarie per la delicatezza del ruolo e con la capacità di interpretare al meglio il ruolo che la Costituzione gli assegna”.

Che esperienza fu quella di due anni fa?

“Entusiasmante sicuramente. Ma anche con momenti di tensione, con contraddizioni e con un carico non piccolo di amarezze”.

Che influenza potrà avere la recente vicenda Cofferati?

“Innanzitutto sono profondamente dispiaciuto del gesto di Sergio. E’ evidente però che lo strumento delle primarie, uno degli elementi costitutivi del Pd, non funziona se devono intervenire gli organi di garanzia del partito e, addirittura, la magistratura ordinaria. Come pure mi sembra che sarebbe stata ed è auspicabile una presenza più significativa del gruppo dirigente nazionale: episodi del genere feriscono il popolo del Pd”.

Detto questo?

“Mi auguro che Cofferati torni sulla sua decisione e rientri. Notoriamente non sono renziano, ma mi batto perché nel Pd abbiano diritto di cittadinanza anche le idee di chi non la pensa come il segretario”.

I famosi catafalchi (copyright Francesco Rutelli), cioè le cabine di voto

I famosi catafalchi (copyright Francesco Rutelli), cioè le cabine di voto

D’accordo, ma non ha ancora risposto.

“Non c’è un rapporto diretto, a mio avviso, tra le scelte di Cofferati e le decisioni del Quirinale.  Per il nuovo presidente si parla con tutti i partiti, non solo all’interno del Pd”.

Quali sono le tappe di avvicinamento al voto?

“Questa settimana alla Camera discutiamo di riforme costituzionali, mentre al Senato si parla di legge elettorale. Convocazione dal lumedì al venerdì e lavori fino a tarda sera. L’obiettivo è di chiudere prima del 29”.

La data fatidica…

“Il giorno precedente i circa 450 grandi elettori del Pd i si incontrano con il segretario nazionale, nonché presidente del Cosniglio, che proporrà un nome secco”.

Prendere o lasciare, insomma.

“Più o meno, ma è chiaro che in questi giorni ci saranno fior di riunioni sia tra i dirigenti democratici che con gli altri partiti per cercare la massima unitò possibile”.

Con quali sentimenti si avvicina al voto?

“Sono fiducioso. Ritengo che ci siano tutte le condizioni per poter eleggere il presidente senza ricadere negli errori di due anni fa. Non dico nelle prime tre votazioni quando servirà la maggioranza qualificata dei 2/3, ma in quelle successive in cui basta la maggioranza semplice”.

Sente il peso della responsabilità?

“Sicuramente. Non c’è l’emozione della prima volta, ma resta l’impegno a contribuire all’elezione del capo dello Stato che rappresenta tutti, in Italia e all’estero. E stavolta non c’è il paracadute rappresentato da una possibile rielezione del presidente Napolitano…”.

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