25022020Headline:

Rifiuti da smaltire? Ci pensano i lombrichi

Digeriscono quasi tutto e producono l'humus, concime naturale per eccellenza

La famiglia Rossi al lavoro nell'azienda alle porte di Tuscania

La famiglia Rossi al lavoro nell’azienda alle porte di Tuscania

Nel Nord Europa il progetto è già stato avviato con successo; in Italia e nella Tuscia, in particolare, la questione resta ancora nella categoria del “vorrei”. La questione riguarda il cosiddetto compostaggio domestico, cioè la possibilità di smaltire in casa i rifiuti organici prodotti. E chi sarebbe il protagonista di tale rivoluzione? Il lombrico. Sì, proprio quel vermetto che non a caso viene definito lo “spazzino del mondo” perché è capace di ingurgitare quasi tutto (l’eccezione è costituita da vetro, plastica, metalli pesanti). A Tuscania, presso il Podere San Pietro a Poggio Martino, opera da 3 anni Tuscianatura, azienda agricola biologica certificata, che proprio sulla lombricoltura punta parecchio per una svolta ecologica anche nel trattamento dei rifiuti.

“Abbiamo cominciato 3 anni fa – racconta Marcello Rossi che, insieme al fratello Riccardo e al figlio Giovanni, gestisce l’azienda -. Avevamo una casa con 3 ettari intorno di terreno biologico. Pensammo all’allevamento di chiocciole, ma la cosa si rivelò piuttosto complicata; quindi valutammo l’opzione zafferano. Poi ci orientammo verso i lombrichi che rappresentavano almeno per le nostre zone un’autentica novità”. “Il lombrico – continua  – oltre a digerire e a metabolizzare di tutto, al termine dei processi gastrici produce l’humus, che è l’ammendante naturale per eccellenza. Cioè il fertilizzante che migliora le caratteristiche fisiche del suolo. Insomma l’humus è il ‘concime’ naturale in quanto ricrea le condizioni ottimali per una buona resa”. La lombricoltura è quindi un metodo che permette di trasformare i rifiuti di natura organica (letami, erba, fogliame, residui di potatura, scarti dell’orto, carta, cartone, segatura, umido da cucina, ecc.) in terriccio con un processo ecologico, naturale al 100%. Il lombrico, che si alimenta di tutto ciò che marcisce, accelera la trasformazione degli scarti: li rende inodore e li arricchisce coi suoi succhi gastrici.

A questo punto appare assolutamente necessario approfondire. “L’uso smodato di letame e pesticidi ha spremuto il terreno. Cosicché se prima serviva un chilo di letame per concimare, oggi ne servono cinque. Per usare il linguaggio sportivo, il letame è il doping in quanto dà un effetto immediato, mentre l’humus è un equilibratore i cui effetti si vedono nel tempo e sono sicuramente più duraturi”.

Chiarito il discorso, non resta che calarlo nella realtà quotidiana. “Da noi sono in vendita – continua Marcello – lettiere di lombrichi che si possono tranquillamente tenere in casa. Pesano una trentina di chili e costano dai 100 ai 120 euro. Basta nutrire gli animali e dar loro da bere. I lombrichi mangiano e producono l’humus che può essere utilizzato per il roseto o per le piantine o per l’orto sotto casa. Il tutto in forma assolutamente naturale”. Il discorso ovviamente si può allargare per la gestione dei rifiuti. Ancora Rossi: “Abbiamo brevettato un progetto che riguarda un ciclo virtuoso di compostaggio per i piccoli comuni. C’è un discorso aperto con la Regione Piemonte, visto che qui da noi le cose non riescono a decollare. La lombricoltura non viene apprezzata e soprattutto non viene percepita per quanto può dare oggi e in futuro. Dal professor Valentini dell’Università della Tuscia e dalla sua equipe abbiamo ricevuto tanti complimenti  per il lavoro compiuto, ma è davvero difficile sfondare”. “Diciamoci la verità – aggiunge un po’ sconsolato – c’è tutto l’interesse a mantenere le cose come stanno. Gli agronomi ci conoscono e ci apprezzano, ma riconvertire è un procedimento costoso e lungo e quindi si preferisce continuare con i metodi tradizionali”.

La lavanda è un altro dei prodotti biologici di punta di Tuscianatura

La lavanda è un altro dei prodotti biologici di punta di Tuscianatura

Tuscianatura comunque ha diversificato la propria attività: oltre all’allevamento dei lombrichi, si dedica all’ortofrutta (sempre rigorosamente biologica, con un Farmer’s Market a Roma in via Mazzacurati 75 al quartiere Portuense), alla coltivazione di lavanda e poi anche olio e vino, ma almeno per ora solo per le necessità familiari. “Il mercato è difficile – conclude Marcello Rossi – ma noi stiamo lavorando con grande passione e dedizione. Molti ordini arrivano dalla Toscana e i nostri prodotti naturali sono davvero molto ricercati. Il futuro, lo ripeto, è l’utilizzazione dell’humus su scala sempre maggiore. Prima si procederà su questa strada e prima si otterranno risultati altamente positivi per tutti”.

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