30062022Headline:

Scusi, che ora è? Le 2.40, per sempre

L'orologio di Porta Fiorentina fermo da anni, segnala un lettore

Il puntualisssimo (due volte al giorno) orologio di Porta Fiorentina

Il puntualisssimo (due volte al giorno) orologio di Porta Fiorentina

Dal lettore M. P. riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Se uno la volesse prendere con filosofia, si potrebbe pensare di stare in un romanzo, o in un film. Ma senza scomodare Proust (sì, La ricerca del tempo perduto) o qualche storia surreale magari sceneggiata da Stephen King, basta ricordarsi che siamo a Viterbo, oggi. E quell’orologio – il maestoso orologio che sovrasta la parte interna di Porta Fiorentina – è fermo. Bloccato, da anni, sulle 2 e 40. Peccato che tutt’intorno il tempo scorre, i figli crescono e le mamme imbiancano, per dirla alla Battiato. E dunque dall’illusione si passa rapidamente all’incavolatura bella e buona, perché lasciare quell’orologio rotto è un segnale, seppure piccolo, di come vanno le cose in questa città. Vedi alle voci “incuria” e “degrado”.

Ad andare a cercare su Internet si scopre che la faccenda va avanti da anni. Segnalazioni su segnalazioni dei lettori (l’ultima nello scorso novembre), insieme all’orologio della torre di piazza del Comune. La promessa del sindaco Michelini di sistemare tutto, rispettata però soltanto a metà, perché ha risistemato soltanto l’orologio di piazza del Plebiscito, probabilmente perché “fa scena”, probabilmente perché costoro vogliono trasformare quel posto nel “salottto buono” della città.

Già, ma a Porta Fiorentina chi ci pensa, chi se la fila, chi se l’incu…? Eppure una volta questo era il bastione d’accesso alla città per chi veniva da nord. Mio nonno – che iddio lo abbia in gloria – mi raccontava degli inglesi e dei tedeschi e degli scandinavi che si facevano la Cassia negli cinquanta, su e giù, da Firenze a Roma e viceversa.

Io, che sono un modesto frequentatore della piazza, che ancora mi ricordo quando c’era l’autoscuola Marchetti (mi pare l’abbia ripresa immortalmente anche Fellini ne I Vitelloni), che ricordo persino la nevicata del ’56 e la fontana ghiacciata, mi domando perché la nostra nobile piazza Fontana Grande debba ancora sopportare un orologio fermo. Per non parlare de Il Vigile di Zampa, con Albertone Sordi che gesticolava appena fuori dalla porta.

Ma non c’era un progetto (con soldi già stanziati) per risistemare le mura? Altrimenti sembra che a Viterbo il tempo si sia davvero fermarto, mentre i bambini crescono, le mamme imbiancano e noi facciamo la figura dei cretini. Ieri, oggi e domani.

M. P. 

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