19022020Headline:

Tre pietre per inciampare nella memoria

Un esempio di pietra d'inciampo

Un esempio di pietra d’inciampo

Tre nomi comuni: Emanuele Vittorio e Letizia Anticoli, più Angelo Di Porto. Un unico destino beffardo. Quello di essere ebrei, nel momento storico meno opportuno. Viterbesi di nascita. Deportati ad Auschwitz nel 1944. Mai tornati in patria. Come tanti, tantissimi, del resto.
Troppo a lungo su di loro si è celato un fastidioso silenzio. Che verrà però interrotto domattina (ore 10) in una speciale commemorazione. La memoria collettiva che si risveglia. E lo fa attraverso le mani dell’artista tedesco Gunter Demnig. L’idea nasce dall’associazione ArteinMemoria (presidente Adachiara Zevi), dai Dipartimenti di studi linguistico-letterari, storico filosofici e giuridici (Distu) e da Scienze dei beni culturali (Disbec), università degli studi della Tuscia.
In via della Verità, al civico 19, verranno posizionate le “pietre d’inciampo”. Per volere dello stesso Demnig, che all’inizio degli anni novanta si è posto l’obiettivo di installare una pietra in memoria di ogni persona perseguitata e deportata nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Il lugubre ingresso al campo di Auschwitz

Il lugubre ingresso al campo di Auschwitz

Il progetto, nato a Colonia, si è diffuso con velocità in ben 17 Paesi europei. In Italia ha già toccato Roma, L’Aquila, Prato, Genova, Brescia, Bergamo, Padova, Ravenna, Venezia, Livorno). Ed ora, finalmente, anche Viterbo.
Ma di cosa si tratta? Semplici sampietrini, che si distinguono in quanto sulla superficie superiore, che è in ottone, sono incisi i dati biografici delle vittime. Le installazioni intendono ridare individualità a chi si voleva ridurre a semplice numero. L’espressione “inciampo” deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale. L’intento, naturalmente, è quello di catturare l’attenzione di chi passa, facendolo “inciampare nella memoria”.
“Il coinvolgimento dell’Università in questo progetto – afferma il professor Leonardo Rapone, docente di storai contemporanea – deriva dalla proposta rivolta congiuntamente dal Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici e dal Dipartimento di scienze dei beni culturali all’Associazione ArteinMemoria, che cura il progetto”. I due dipartimenti sostengono anche il costo dell’iniziativa. D’accordo con il professor Rapone è il vice sindaco Luisa Ciambella, che aggiunge: “Il Comune ha pienamente accolto questa iniziativa. Già lo scorso anno pensammo a qualcosa di simile. Un gesto che potesse richiamare alla mente la storia, in particolar modo la storia di questi tre concittadini”.
Parteciperà alla celebrazione anche il circolo comunale Pd, del segretario Carlo Mancini.

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