13042021Headline:

Trentarighe

E' cambiato l'anno, ma i problemi sono sempre quelli, se non peggiori

Nicola Savino

Nicola Savino

Caro 2014, sei stato una grande delusione e purtroppo i tuoi nefasti effetti continuano a farsi sentire anche nei primissimi vagiti del tuo successore. Quando te ne sei andato, dovevi sparire per sempre e portarti via tutto quello che di brutto (tanto) avevi prodotto in 365 giorni. Invece, no: tutto continua come e peggio di prima. Come se la mezzanotte del 31 dicembre non fosse mai arrivata.

La Francia e il mondo intero hanno vissuto le tragedie degli assalti terroristici, con il loro carico di vittime, di timori, di interrogativi. Che non riguardano solo la gestione dell’emergenza, ma anche i complicatissimi rapporti con il mondo islamico, di cui una parte (quanto grande o piccola non si capisce) è in guerra aperta e dichiarata con l’Occidente. E’ bene essere chiari: per essere in pace bisogna essere in due; per litigare basta semplicemente la volontà di uno. Se ne è andato Pino Daniele: succede, purtroppo, ma anche qui si sono innescate mille polemiche sui soccorsi, sull’eredità. Con l’aggiunta di un furto nella villa del cantante. Gli sciacalli non perdono mai l’occasione di uscire dalle loro squallide tane. Subito prima di Natale nella Finanziaria una “manina” inserì una norma che avrebbe favorito il Berlusca: un caso, certo. Ma poi, con una pubblica confessione, Renzi si è autoaccusato, garantendo comunque che tutti i tecnici e gli esperti consultati avevano escluso che quella norma potesse favorire qualcuno. Perché non ricordare che chi froda il fisco e non paga le giuste tasse va punito sempre e comunque? Senza se e senza ma. In qualsiasi tempo e a qualunque latitudine.

E a Viterbo? Tutto come prima. I rapporti tra Sodalizio Facchini e amministrazione comunale erano pessimi e adesso, anzi, lo sono ancora di più, nonostante il sindaco Michelini abbia tentato proprio da queste colonne di cominciare una certa qual politica del disgelo. Niente da fare.  I portatori del “campanile che cammina”  si sono attestati su una linea di intransigenza e di chiusura. Perché? Come sempre, quando si arriva ai materassi (tratto da “Il padrino” di Mario Puzo), è complicato trovare torti e ragioni. Ce ne sono sicuramente da una parte e dall’altra. Se davvero si vuole raggiungere una civile convivenza (non bisogna amarsi, semplicemente rispettarsi e riconoscersi reciprocamente), bisogna deporre le armi della polemica e della battuta acida. Perché il 3 settembre arriva e lì ci sarà poco da fare: è il sindaco a consegnare la Macchina ai facchini. Punto.

I rapporti tra Alvaro “il corsaro” Ricci e la “sora Lella” Saraconi continuano ad essere pessimi, complice il  possibile cambio del senso di marcia in via Annio. Ma è solo l’ennesimo casus belli. In realtà, cordialmente si ignorano (eufemismo) e provano a sgambettarsi reciprocamente.

Per fortuna i dearsenificatori funzionano bene (a giorni la conferma ufficiale) e poi nelle casse del Comune arriva un bel pacchetto di euri (e se tutto andrà bene, saranno anche di più). Le buone notizie finiscono qui. Già, l’onda lunga del 2014 si fa ancora sentire: quando finirà sarà sempre tardi.

Buona domenica.

 

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