01122020Headline:

“Distretto ceramico, ci pensi il Governo”

La mozione di Mazzoli e Terrosi (Pd) per risollevare l'industria civitonica

I deputati del Pd Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi

I deputati del Pd Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi

Il rilancio del distretto ceramico di Civita Castellana: una buona intenzione agitata più volte negli ultimi anni, da quando la crisi ha colpito duro la realtà più importante della Tuscia, costringendo alla chiusura una decina di aziende, con conseguenti ripercussioni – durissime – sui livelli occupazionali. Tra cassintegrazione e perdita totale del lavoro, sono un paio di migliaia le persone che hanno pagato in prima persona negli otto comuni che fanno parte dell’area produttiva (che firma il 52 per cento dei prodotti sanitari nazionali). E dopo Un industria, che per bocca del presidente regionale Stirpe ha chiesto nei giorni scorsi alla politica sforzi concreti per risollevare il settore (a cominciare dagli investimenti sulle infrastrutture, che nella zona sono carenti da sempre), ora tocca ai due deputati del Partito democratico della provincia, Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi, muoversi in direzione del Governo.

I due parlamentari hanno depositato giovedì scorso alla Camera una mozione affinché l’Esecutivo adotti “precise iniziative in favore delle ceramiche”. Il testo segue l’interrogazione che lo stesso Mazzoli aveva presentato il 7 febbraio al ministero dello Sviluppo economico. Il quale aveva garantito un intervento per riorganizzare il settore e la ricerca di risorse per risollevarlo.

“Adesso la mozione – spiegano Mazzoli e Terrosi – impegna l’esecutivo ad adottare iniziative per ridurre i costi di acquisto di energia anche mediante interventi di efficienza energetica sulle imprese; a provvedere allo sblocco immediato delle risorse necessarie per finanziare i contratti di solidarietà e di cassa integrazione; a intraprendere un percorso di riduzione della pressione fiscale sulle piccole e medie imprese. E ancora, tra le misure da adottare c’è la messa in campo di eventuali strategie di riconversione produttiva e fusioni, anche con imprese fuori del distretto, soprattutto per   accogliere nuove attività nel campo della green economy, della decostruzione e dell’economia circolare”. Una riconversione che potrebbe anche interessare il settore agroalimentare.

“Chiediamo anche all’esecutivo – continuano – di valorizzare l’immagine del distretto attraverso il sostegno del marchio Ceramics of Italy; incentivare e facilitare l’accesso ai fondi regionali ed europei; adottare iniziative al fine di sostenere le attività delle piccole e medie imprese all’estero; promuovere l’installazione di sanitari efficienti a ridotto consumo di acqua assicurando l’incentivo del 65%; sostenere le attività di ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica d’interesse del settore mediante la collaborazione con le università e con enti di ricerca, anche per produrre ceramica di altissima qualità e low carbon, a basso contenuto di carbonio, al fine di mitigare gli effetti del cambiamento climatico;   erogare servizi ad alto contenuto innovativo di formazione e di informazione. Fondamentale, poi, la definizione di un accordo di programma capace di definire precisi impegni dei diversi livelli istituzionali come dell’insieme delle aziende del distretto”.

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