03122020Headline:

La Regione: “Talete? Affari vostri”

"Mancati stipendi ai lavoratori? Ci devono pensare i sindaci"

Da sinistyra, il commissario Asl Macchitella, l'assessore Refrigeri, il presidente Zingaretti e il sindaco Michelini

Da sinistra, il commissario Asl Macchitella, l’assessore regionale Refrigeri, il presidente Zingaretti e il sindaco Michelini

Un buco nell’acqua. L’ennesimo e stavolta, se possibile, ancora più ampio. Chi si aspettava che l’arrivo a Viterbo del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti potesse servire ad un chiarimento autorevole sulla situazione di Talete, non potrà che essere quanto meno deluso. Il Montalbano de’ Noantri prima preferisce far intervenire l’assessore Fabio Refrigeri, poi se la cava con un intervento per così dire burocratico. Vale la pena andare in ordine. Dunque, a precisa domanda su come la Regione intenda muoversi sull’ipotesi dell’Ato unico regionale (avanzata dallo stesso Zingaretti e proprio qui a Viterbo), il governatore passa la palla a Refrigeri. “C’è un contenzioso in atto – spiega l’assessore – tra Regione e Stato. Nel senso che la legge è stata oggetto di contestazione, noi abbiamo presentato tramite il ministero degli Affari regionali le nostre controdeduzioni: adesso bisogna aspettare per vedere come va a finire. Quando la situazione sarà definitivamente chiara si vedrà anche come intervenire sugli ambiti. E’ un problema che potrà essere affrontato e risolto a tempo debito. Oggi è prematuro parlarne”. Zingaretti incassa il sostegno per così dire tecnico-giuridico, ma non può esimersi dall’intervenire quando gli si para davanti il problema di Talete e di circa 150 lavoratori che rischiano di non vedersi pagato lo stipendio già il prossimo 27 febbraio, giusto una settimana. “Non è un problema della Regione – chiarisce a scanso di equivoci – che non ha alcuna voce in capitolo su Talete. Se ne devono preoccupare i sindaci che sono azionisti e soci di quella società”. Leonardo Michelini, che siede al suo fianco, resta imperterrito, ma la botta non è da poco. Perché la traduzione è semplice: la Regione non possiede quote in Talete, ai problemi dei lavoratori e della società ci pensino i comuni.

Ma il fratello del Montalbano televisivo, rendendosi conto che la sua risposta è quanto meno lacunosa per non dire scostante (nel senso che evita il problema) ci torna su: “Credo che l’iniziativa della due diligence che fotografi il reale stato economico e finanziario di quella società sia opportuna e necessaria. Anzi bisognerebbe chiedersi perché non è stata fatta finora. Solo in questo modo si potrà capire a quanto ammontano i debiti, che cose si è fatto finora e che cosa si intende fare. Altrimenti si ottiene un’ora di pubblicità sui giornali ma non si va a fondo sulla questione. Noi siamo chiamati ad amministrare bene i soldi dei cittadini: non assolveremmo a questo preciso dovere se spendessimo danaro senza sapere bene a che serve. Mi sembra che si parli troppo spesso del niente, come se si parlasse di caciocavalli appesi…”.

Il governatore Zingaretti taglia il nastro di Vivalto, il nuovo treno in servizio sulla Viterbo - Roma

Il governatore Zingaretti taglia il nastro di Vivalto, il nuovo treno in servizio sulla Viterbo – Roma

Quanto possa essere calzante il paragone latticino – caseario viene lasciato alla benevolenza del lettore. Certo che affrontare il tema di competenze non pagate a gente che lavora e, più generale, di una situazione sulla soglia (e per certi versi anche oltre) del fallimento, scomodando caciocavalli e/o prosciutti da essiccare appare quanto meno singolare. Resta un dato di fatto incontrovertibile: Talete e i soci sbroglino la matassa per conto loro perché la Regione non ha nessuna voglia di metterci le mani e la faccia. Né direttamente (ed è ovvio che non possa farlo), né indirettamente con una qualsiasi forma di intervento. Meglio sventolare le realizzazioni effettuate per dearsenificare (in 30 comuni acqua già totalmente potabile, negli altri 14  lo sarà breve) al costo di 48 milioni di euro (ma non erano 15?) tutti sborsati dalla Regione.

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

Meglio crogiolarsi nel “quanto siamo bravi” sia per quanto riguarda i treni, sia per l’acqua potabile sia per il consorzio biblioteche… Su un punto, però, Zingaretti ha ragione da vendere: i danni fatti in Talete vanno ascritti a chi li ha compiuti e non ai cittadini. Quindici anni di mala gestione vanno addebitati tutti sulle spalle della politica (nella sua totalità) visto alla guida della società si sono alternati amministratori praticamente di ogni colore. E dunque anche sulle spalle di Zingaretti che nel Lazio rappresenta oggi la massima espressione della politica. O si parla anche qui di caciocavalli appesi?

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