26022021Headline:

L’altopiano dell’Alfina luogo del cuore

La soddisfazione del consiglio di frazione di Torre Alfina: "Ora basta speculazioni"

L'altopiano dell'Alfina

L’altopiano dell’Alfina

La mobilitazione del consiglio di frazione di Torre Alfina e della sezione orvietana del Fondo Ambiente Italia (Fai), sostenuta dalle associazioni ambientaliste dell’orvietano e dalle amministrazioni comunali di Acquapendente, Orvieto, Castel Viscardo e Castel Giorgio ha raggiunto il suo obiettivo.
Il 18 febbraio scorso il Fai ha reso pubblici i dati del censimento nazionale dei “Luoghi del Cuore”. L’Altopiano dell’Alfina ha raggiunto l’82° posto su scala nazionale su 20.027 luoghi votati. E’ al quarto posto in Umbria, dopo Cannara (Piandarca della predica degli uccelli), Gubbio (Chiesa di Santa Croce della Foce) e Todi (Tempio della Consolazione) e al quinto posto nel Lazio. Ciò è tanto più eccezionale se si pensa che tale posizione è stata raggiunta con una raccolta di firme di un solo mese, anziché i possibili due anni (!).
Il riconoscimento del Fai è un grandissimo risultato – dice Mauro Favero, presidente del consiglio di frazione di Torre Alfina- ed è la giusta valorizzazione di questo stupendo altopiano, la unicità dei suoi paesaggi che ha favorito la creazione di una solida economia basata sul turismo ambientale e culturale e l’agricoltura di qualità. Ringrazio in particolare la nostre testimonial Alice ed Alba Rohrwacher e la scrittrice Susanna Tamaro che qui vivono ed hanno contribuito a far conoscere l’Alfina nel mondo.
Rovinare tutto questo – prosegue Favero – per realizzare centrali elettriche geotermiche o impianti a biomasse, tra l’altro vicine ai borghi più belli, ci sembrava, e ci sembra ancora oggi di più dopo questo importante risultato, inopportuno per il futuro dell’altopiano. Infatti riteniamo che qualsiasi intervento sul territorio deve essere in linea con la valorizzazione ulteriore dell’altopiano e privo di qualsiasi speculazione fine a sè stessa. Confidiamo quindi che -anche dopo tale importante riconoscimento – le Regioni Umbria e Lazio si associno alla volontà dei cittadini e di molte amministrazioni per rigettare ogni tipo di speculazione sull’altopiano.

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