03122021Headline:

L’olio dop della Tuscia diventa tracciabile

L'esperimento dell'Università per monitorare tutta la filiera di due frantoio

Il touch che illustra la bontà del prodotto

Il touch che illustra la bontà del prodotto

Qualcuno lo faceva già, ma in solitaria (dati i consueti tempi biblici). Altri ci stanno pensando, chiaramente dopo l’annata terrificante appena conclusa. E poi ci sono loro, che in un certo senso hanno fatto rete con le istituzioni, e quindi han potuto avviare un progetto dall’impatto mediatico assai forte. In ogni caso. Perché la zona (questa zona) soffre come e più di altre. Pertanto un tantino di organizzazione non guasta mai.
Nasce così l'”Olio trace top”. Grazie al cofinanziamento del Ministero delle Politiche agricole (Dipartimento qualità certificata e indicazioni geografiche), coordinato e sviluppato dal Dipartimento Dafne dell’Università della Tuscia.
Il tema centrale, come si legge dal titolo, è legato alla tutela dell’olio. Ma di cosa si tratta tecnicamente? “Di un’attività per tracciare e valorizzare un’eccellenza assoluta, l’extravergine Dop Tuscia”, dicono i vertici della manovra.
Perfetto. Partendo però da dove? “Dai frantoi Cigò di Montefiascone e Paolocci di Vetralla – specifica il coordinatore Balestra – Stiamo tracciando i differenti processi produttivi dal campo, come le varietà, le tecniche agronomico colturali, le fasi di lavorazione e di trasformazione, fino ai punti vendita, per valorizzare le effettive caratteristiche. Abbiamo anche voluto rendere l’utente consapevole delle qualità e proprietà, per una valorizzazione e distinzione nel panorama oleario nazionale”.
Il Trace top gira anche sul web (www.oliotracedop.it). E si regge in piedi pure per merito di un’ampia collaborazione: produttori e frantoiani, in primis. E poi la società Ceryx di Roma per tutti gli sviluppi tecnologici, la Camera di Commercio di Viterbo, ed UniCoop Tirreno. Quest’ultima, in importanti punti vendita a livello nazionale, ha allestito specifiche zone che stanno riscuotendo un notevole successo.

Un altro scatto del Dop Tuscia venduto in tutta Italia

Un altro scatto del Dop Tuscia venduto in tutta Italia

Il tutto si gioca su raccolta, elaborazione e informatizzazione di dati inerenti l’intera filiera, divulgati mediante tecniche semplici e di rapida lettura. “Come il sistema QRcode – specificano ancora – che ha permesso una totale tracciabilità. Inoltre sono stati installati dei touch screen parlanti per consultazioni e chiarimenti. Dato che non sempre l’etichetta è di così facile comprensione”. E la cosa è piaciuta. “Si era partiti con il solo mese prova di dicembre – chiude Balestra – ma è piaciuto talmente tanto che a febbraio siamo ancora su piazza. Un ottimo messaggio di fiducia e professionalità, nonché uno stimolo per le aziende locali, in vista dell’Expo”.

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