08122021Headline:

Presidente del consiglio, fronte comune dei civici

Viva Viterbo: "No ad un politico". E spunta anche l'idea Treta

Patrizia Frittelli, attuale reggente in consiglio comunale

Patrizia Frittelli, attuale reggente in consiglio comunale

Tira di qua e tira di là, ecco che l’elezione del nuovo presidente (del consiglio comunale, perché quello della Repubblica lo hanno già fatto, e in appena due giorni) diventa un bell’intrigo. Perché se è vero che il sindaco Michelini aveva dettato i tempi della procedura, spiegando seraficamente che “il presidente non si fa in un giorno”, e il Partito democratico aveva incardinato il metodo con le consultazioni, il problema restano le candidature.

Lo stesso Pd si è affrettato a compattarsi sul nome di Francesco Serra, attuale capogruppo, sul quale è presto arrivata la convergenza degli alleati di Sel. E visto che un’azione sviluppa sempre – o quasi – una reazione uguale e contraria, ecco dall’altra parte la lista civica Viva Viterbo si è affrettata a far sapere, mediante comunicato stampa, di ritenere che quella poltrona “debba restare all’interno delle liste civiche”, quelle liste civiche – spiegano ancora – che con le dimissioni di Filippo Rossi “hanno rinunciato ad un importante ruolo istituzionale di rappresentanza”. Il discorso non farebbe una piega, anche se forse sarebbe bastato che Rossi non si fosse dimesso per non sollevare la questione. Ma visto che ormai è andata, occorre trovare una soluzione: partitica secondo i partiti, civica secondo i civici. Viva Viterbo tuttavia non fa nomi, evitando di sponsorizzare apertamente l’unico candidato civico finora uscito allo scoperto, il capogruppo di Oltre le mura Maurizio Tofani. Una dimenticanza voluta? O soltanto un messaggio per dire agli alleati “tutti tranne uno del Pd”? (leggi: tutti tranne Serra, che con Filippo e i filippini non ha mai legato).

Livio Treta, possibile candidato alla presidenza

Livio Treta, possibile candidato alla presidenza

Di certo l’elezione di Tofani comporterebbe ricadute d’immagine e d’opportunità (sul consigliere pende la condanna della Corte dei conti relativa al crack del Cev) anche se risolverebbe il rischio rimpasto in giunta, dove Oltre le mura rivendica un assessore o forse due, giacché dice di non sentirsi più rappresentata da Alessandra Zucchi.

Insomma, benché il sindaco continui a prendersi il suo tempo, e con le consultazioni che procedono, verrebbe da pensare che una terza strada sia possibile. Magari quella di puntare su un terzo nome, sempre d’estrazione civica, ma in buoni rapporti sia con una discreta parte del Pd, sia con gli altri alleati. Un identikit che calza a pennello a Livio Treta, eletto per la lista dei diritti, presidente di commissione e dall’aplomb giusto per occupare lo scranno più alto di Palazzo dei priori. Perché altri civici all’altezza del ruolo, in giro non se ne vedono.

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