23092017Headline:

Rifiuti da Roma, ci risiamo

La capitale deve smaltire oltre 500 tonnellate al giorno di non trattati

Il presidente di Ama Daniele Fortini

Il presidente di Ama Daniele Fortini

Chiamateli rifiuti tali e quali, o più semplicemente talquale. Cambia poco: si tratta dei rifiuti non trattati, quelli peggiori perché più costosi da smaltire, l’indifferenziato più indifferenziato che ci sia. Bene, c’è il rischio che questa immondizia arrivi presto anche a Viterbo, proveniente da Roma, la città più grande d’Italia e dunque anche quella che produce più mondezza. E questo è male. Perché proprio a Viterbo? Perché qui c’è un impianto di trattamento, quello di Casale Bussi gestito da Ecologia Viterbo, che è in grado di ricevere questo tipo di rifiuti e di elaborarli – come prevedono le norme – affinché poi possa finire in discarica o in altre strutture di smaltimento, tipo termovalorizzatori.

Tutto nasce dall’esigenza della capitale di liberarsi del tritovagliatore Colari (Consorzio laziale rifiuti, riconducibile all’imprenditore Manlio Cerroni), un impianto che costa tanto alle casse del Campidoglio, 175 euro a tonnellata quando riceve circa 500 tonnellate al giorno. Non solo: il tritavogliatore ha una procedura che non viene considerata dall’Unione europea come vero e proprio “trattamento” e dunque rischierebbe di portare a sanzioni e provvedimenti.

L'interno di Casale Bussi

L’interno di Casale Bussi

Cosa c’entra Viterbo? E’ stato lo stesso il presidente dell’Ama – l’azienda municipalizzata all’ambiente di Roma – Daniele Fortini, che oltre a confermare come già una quantità del talquale romano vada in Abruzzo (in virtù di un accordo tra le due Regioni), presto anche gli impianti di Viterbo e Colfelice riceveranno i rifiuti. “In Abruzzo abbiamo avuto la disponibilita’ di un impianto, selezionato quando a luglio abbiamo avuto un’esplosione di emergenza e la Regione intervenne sottoscrivendo un accordo con la Regione Abruzzo, che ci prende 100 tonnellate al giorno. Poi, abbiamo contrattualizzato con Saf un quantitativo di rifiuti indifferenziati da trattare, aspettiamo il via libera
dalla Regione – ha detto Fortini all’agenzia Dire – In questo modo alleggeriremo i fabbisogni di Roma, che sono quelli che ci costringono a utilizzare il tritovagliatore di Colari, potremo liberarci della tritovagliatura del Colari ed essere allineati in modo adeguato alle norme. Complessivamente andranno fuori Roma anche 500 tonnellate al giorno, che corrisponde al nostro fabbisogno che verrebbe tolto a Colari. possiamo utilizzare le capacita’ e le competenze intorno a Roma di chi ha i tmb e sono a Frosinone, Viterbo, provincia di Latina e di Roma”. Non solo: per il presidente la situazione potrebbe diventare più consistente nei prossimi mesi “Perché la Regione ci informa che nei prossimi mesi potremo avere ulteriori importanti quantitativi di rifiuti da trattare in impianti tmb. Allora è assolutamente lecito che l’azienda bandisca una gara e attribuisca a chi nel Lazio fosse in grado di prestarci il servizio a valori economici convenienti ed evitare che si portino rifiuti indifferenziati in giro per l’Italia o nel tritovagliatore di Colari”.

Il consigliere regionale Daniele Sabatini

Il consigliere regionale Daniele Sabatini

Viterbo aveva ospitato i rifiuti romani fino da settembre a gennaio dello scorso anno, quando con una decisione d’autorità (in linea coi poteri straordinari che aveva) il commissario Pecoraro aveva consentito il trasferimento. Ci vollero mesi di interrogazioni politiche ad ogni livello per averne certezza. Poi l’emergenza finì, ma ora se ne paventa il ritorno. Una cosa che non può far piacere, e che ha suscitato i dubbi del consigliere regionale Daniele Sabatini, il primo ad accorgersi di questa nuova ipotesi: ““Speriamo che l’uscita del presidente di Ama Fortini sia stata soltanto una gaffe e non corrisponda a verità – commenta l’esponente del Nuovo Centrodestra – Altrimenti, sarebbe molto grave perché così la Tuscia rischia seriamente di diventare la pattumiera della spazzatura romana. Un incubo, questo, che di tanto in tanto continua a riaffacciarsi. Noi abbiamo espresso più volte la nostra totale contrarietà, anche perché la nostra Provincia già smaltisce i rifiuti di Rieti. E inoltre se tutto ciò si dovesse concretizzare, si rischierebbe di svilire i processi virtuosi intrapresi dalla nostra provincia in termini di differenziata. Onestamente crediamo che il Campidoglio e Ama non debbano pensare di risolvere i problemi dovuti alla loro incapacità scaricandoli sugli altri. Allo stesso tempo chiediamo al sindaco Michelini e alla Regione di fare chiarezza su questa ipotesi, visto che non vogliamo decisioni imposte dall’alto, che ricadono sui nostri territori”.

L’ultima volta, per la cronaca, il Comune impiegò qualche mese a confermare l’arrivo dei rifiuti da Roma, tra smentite, negazioni e mezze ammissioni. La speranza è che oggi ci si muova per tempo.

Policy per la pubblicazione dei commenti

Per pubblicare il commenti bisogna registrarsi al portale. La registrazione può avvenire attraverso i tuoi account social, senza dover quindi inserire ogni volta login e password o attraverso il sistema di commenti Disqus.
Se incontrate problemi nella registrazione scriveteci webmaster@viterbopost.it

1 Commento

  1. Paolo De Andreis scrive:

    Terrorizza la sola idea che la Tuscia possa diventare la pattumiera romana.
    Sono più perplesso però sulle altre soluzioni: mentre la differenziata stenta ad affermarsi ci ripetiamo che è la strada giusta. E lo è, ma non elimina i rifiuti, consente di ridurne il costo di gestione e di recuperarne una parte. Ne rimangono quantitativi mostruosi che da qualche parte dobbiamo smaltire. Al dimlà di Roma, se non vogliamo i termovalorizzatori, se non vogliamo le discariche, non sono sicuro di capire a cosa puntiamo, considerando che persino nei paesi più sviluppati del nostro si producono enormi quantità di rifiuti.

Pubblica un commento

Per commentare gli articoli, effettua il login attraverso uno dei tuoi profili social
Portale realizzato da