23072019Headline:

Talete, nessuna risposta dalla Regione

Bonori demoralizzato. Uffici chiusi per lo sciopero dei lavoratori

Una delle tante proteste dei lavoratori della Talete

Una delle tante proteste dei lavoratori della Talete

Zero risposte. Sia per quanto riguarda gli stipendi (ieri era il canonico 27, ma i dipendenti sono rimasti a secco); sia per quanto riguarda una qualche forma di intervento da parte della Regione. Un’altra tappa, l’ennesima, della dolorosa via crucis di Talete si consuma senza che nella casella della cose fatte (o da fare) si possa segnare un qualsiasi passo avanti.

In Regione, ieri mattina era programmato un incontro tra il presidente di Talete Stefano Bonori e l’assessore Refrigeri che si è ben guardato dall’intervenire. Al suo posto alcuni tecnici dell’assessorato al bilancio che si sono impegnati ad esaminare il problema per individuare quali potrebbero le forme di garanzia che la Regione potrebbe esibire verso gli istituti bancari per permettere a Talete di andare avanti. Tempi lunghi ad essere ottimisti. Ribadito altresì che si aspetta la due diligence (cioè, l’analisi dei costi) evocata da Zingaretti come la panacea di tutti i mali. Questo resoconto puntuale dei debiti e dei crediti dovrebbe arrivare nel giro di un paio di settimane, ma continuare a pensare che da quel momento la strada sarà spianata è pura utopia. Bonori scuote la testa: “Non ci sono stati passi avanti… E per la prima volta non si pagano le spettanze. Sono demoralizzato”.

Il presidente di Talete, Stefano Bonori

Il presidente di Talete, Bonori

Già, gli stipendi. Ieri lo sciopero generale proclamato dalle organizzazioni sindacali ha fatto registrare un’adesione pressoché totale. Garantiti, secondo quanto prevede la normativa, solo alcuni servizi essenziali per far fronte ad eventuali emergenze. Gli altri sono rimasti a casa con la conseguenze della chiusura di tutti gli uffici. Una novantina circa i lavoratori che sono saliti su due pullman direzione via della Pisana. Qui, una delegazione è stata ricevuta da alcuni funzionari della Regione. I quali non hanno potuto fare altro che condividere il problema e annunciare un impegno per risolverlo. Nulla di più. Di atti concreti nemmeno l’ombra. La speranza espressa dallo stesso Bonori ai dipendenti è di riuscire a fare presto, ma impegni su una possibile data non ce ne sono stati.  Gli uffici sono rimasti: qualche utente che vi si era recato ha lasciato scritto “Vergogna” rivolto a chi si era astenuto dal lavoro, perdendoci anche dei soldi, soltanto per reclamare quello che era e rimane un diritto inalienabile. Sono altri invece a doversi vergognare.

Insomma, zero su tutta la linea: niente risposte da Roma (ma c’era davvero qualcuno che pensava seriamente di risolvere il problema con un viaggio in Regione?), zero sul fronte stipendi. Qualche moroso, dopo i solleciti dei giorni scorsi, sta cominciando a pagare ma si è ancora molto lontani dal raggiungimento della somma necessaria (550mila euro).

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