13042021Headline:

Abolizione dei vitalizi, scintille tra Sposetti e M5S

Il senatore viterbese: "No al cambio delle regole in corsa". I grillini: "E' un'indecenza"

Ugo Sposetti con Maria Elena Boschi

Ugo Sposetti con Maria Elena Boschi

L’abolizione dei vitalizi per i parlamentari condannati. E’ un tema caldissimo, che si trascina da tempo immemorabile nelle aule del potere e che ieri si è discusso ancora perché all’ordine del giorno degli uffici di presidenze della Camera e del Senato. E proprio a Palazzo Madama è stato protagonista il senatore viterbese Ugo Sposetti, che con un intervento ha suscitato le reazioni polemiche degli esponenti del Movimento Cinque Stelle: “In altre occasioni ho parlato del mio dissenso da decisioni parlamentari spinte dall’antipolitica e dal populismo imperante grazie a organi di informazione pubblici e, comunque, in vita con risorse pubbliche. Riconfermo questa mattina che lisciare il pelo all’antipolitica non è un mestiere che ho mai amato, che non amo e spero di non amare mai”, questa la premessa, con un riferimento intuibile proprio a chi – come il Movimento – ha fatto dell’antipolitica un cavallo di battaglia.
Sposetti è contrario all’abolizione del vitalizio ai condannati, almeno in questo momento: “Ci dicono che gli Uffici di presidenza di Senato e Camera si accingono ad adottare una delibera che prevede la cessazione dell’erogazione dei trattamenti previdenziali, erogati a titolo di assegno vitalizio o pensione, a favore di senatori cessati dal mandato condannati in via definitiva. Perché – ha chiesto e si è chiesto Sposetti – cambiare le regole per donne e uomini che hanno lavorato con quelle regole in atto? Io cambio le regole all’inizio della mia attività lavorativa, all’inizio della legislatura: io so che sto dentro questo recinto, quando inizio un impegno lavorativo e professionale, e che sto dentro queste regole. Ritengo che i membri del Consiglio di presidenza si trovino di fronte ad un diritto inalienabile, un diritto acquisito, un diritto che matura con il versamento dei contributi del lavoratore e dell’azienda, un diritto alla sopravvivenza. Per chi ha fatto solo quel lavoro, scatta un diritto alla sopravvivenza”,
Comprensibili le reazioni dei pentastellati. A quanto raccontano le cronache parlamentari, qualcuno avrebbe anche gridato a Sposetti un “poveretto”, mentre la senatrice Lezzi ha scandito: “Questa è un’indecenza”. Lo scontro è proseguito per circa mezz’ora, con la presidente di turno, Linda Lanzillotta, che richiamava all’ordine e Sposetti che ha proseguito con un appello: “Rivolgo una supplica al presidente del Senato: queste discussioni, questi atti non si compiono durante la campagna elettorale”, appello accolto da applausi provenienti dai gruppi di Forza Italia e altri, e ancora vivaci proteste dal gruppo M5S. Il capogruppo Pd, Luigi Zanda ha precisato che Sposetti ha preso la parola a titolo personale.

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