03072022Headline:

Banda ultralarga, Lazio leader in Italia

Con il 38,3% è la regione più "coperta" dai servizi di internet superveloce

Il grafico di sos.tariffe.it sulla diffusione della banda ultra larga

Il grafico di SosTariffe.it sulla diffusione della banda ultra larga

Il digital divide o divario digitale è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione  (in particolare pcrsonal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Il problema del digital divide è una questione spinosa che da tempo investe l’Italia. Il governo ha approvato la strategia italiana per la banda ultralarga elaborata da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), ma la stessa non è ancora operativa. Molteplici sono i nodi da sciogliere, comprese le frizioni tra gli operatori di telecomunicazioni, la Cassa depositi e prestiti e le aziende partecipate dallo Stato. Qual è, allora, la percentuale di popolazione in Italia raggiunta da servizi di accesso a Internet a banda larga e a banda ultralarga? Quanto è ampio il digital divide? L’analisi dei dati è stata fatta da SosTariffe.it grazie ai dati Infratel Italia.

Il 96,9% della popolazione in Italia è raggiunto da servizi di accesso a Internet a banda larga in grado di fornire velocità di connessione comprese tra i 2 Mbps e i 20 Mbps. Una percentuale in linea con la media europea, che si attesta al 97%. In Italia, alla fine del 2014, la percentuale di popolazione in digital divide è del 3,1% (nel 2013 era del 4%). Il dato nazionale non si riflette con omogeneità nelle singole regioni italiane. Se, per esempio, in Lombardia, la percentuale di popolazione raggiunta da servizi di accesso a banda larga è pari al 98,40%, in Molise si registra un digital divide del 13,4%. Lombardia e Molise rappresentano i due estremi, ma non si deve pensare che il divario digitale sia un problema che affligge in via esclusiva le regioni del Sud. In Puglia, per esempio, la percentuale di popolazione raggiunta da servizi di accesso a banda larga è pari al 96,6%, mentre in Friuli Venezia Giulia è pari all’83%. A livello regionale Molise, Trentino Alto Adige e Abruzzo sono le regioni che hanno visto assottigliarsi in misura maggiore il digital divide nel 2014: le percentuali di popolazione non raggiunte da banda larga sono diminuite rispettivamente del 5,3%, 3,5% e 2%.

Se sulla banda larga le cose stanno lentamente migliorando e il confronto con l’Europa è sostenibile, quando si analizza la copertura della banda ultralarga in Italia si nota subito quanto ancora il nostro paese sia arretrato. La media della copertura per la banda ultralarga a 30 Mbps in Italia è nel 2014 al 22,3%: in Europa la percentuale è invece pari al 64%.. La regione più “coperta” è il Lazio con il 38,3%, ma anche Liguria ed Emilia Romagna superano il 30% di copertura. Dall’analisi si nota come alcune regioni non siano ancora per nulla raggiunte da tecnologie che permettono di raggiungere i 30 Mbps di velocità di connessione: in Molise, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, infatti, non sono disponibili servizi di accesso a Internet a 30 Mbps, stando ai dati di Infratel Italia.

Il digital divide in Italia

Il digital divide in Italia

L’aumento maggiore di copertura è stato registrato da SosTariffe.it nelle regioni centrali, ove, in sei mesi, si è passati dal 10,6% di popolazione raggiunta dai 30 Mbps al 29,52%, con una variazione del 18,92%. Anche le Isole, Sicilia e Sardegna, hanno registrato un discreto aumento: dal 7,9% al 20,9% con una variazione del 13,1%. In Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, invece, l’aumento di copertura per la banda ultra larga si è attestato al 12,6%, mentre per le regioni del Sud la variazione ha sfiorato il 12%. In termini di aumento di copertura, fanalino di coda in classifica sono le regioni del Nord Italia, con una variazione del 7,8%.

Va sottolineato infine che Infratel Italia si occupa di individuare le aree bianche, vale a dire le zone prive di infrastrutture per la banda larga, poco o per nulla appetibili per gli investitori privati e quindi ammesse agli aiuti di Stato, e di mettere in campo tutti gli strumenti contemplati nei piani banda larga e ultra larga governativi. Questi ultimi possono prevedere la realizzazione diretta di infrastrutture pubbliche oppure incentivi economici a un operatore di settore per colmare il digital divide infrastrutturale. Secondo l’analisi dai dati resi pubblici da Infratel, al 30 giugno 2014 sono 109 gli accordi sottoscritti e ammonta al 53% la percentuale di progetti già realizzati. La Basilicata è la regione che ha la più alta percentuale di progetti già realizzati (85%), mentre il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione dove non sono ancora stati avviati e portati a termine progetti di ampliamento della copertura in banda larga o ultralarga. I progetti Infratel Italia, per quanto consistenti, sono soltanto una parte del tutto: per far sì che l’Italia stia al passo con i Paesi più avanzati in materia di infrastrutture per la banda ultralarga, è necessario che tutti gli attori di mercato e tutte le istituzioni coinvolte collaborino e lavorino in sinergia.

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