04072020Headline:

Mammagialla, il teatro come forma d’evasione

Il 9 giugno va in scena al penitenziario va in scena "Un atto senza nome"

Una scena estrapolata dal Teatro degli incerti

Una scena estrapolata dal Teatro degli incerti

L’insolita serata viene pubblicizzata con un quesito tanto lontano quanto drasticamente quotidiano: “I detenuti hanno qualcosa di profondo da dirci. Chi ha commesso reati, e vive recluso, può spiegarci qualcosa della vita e della società di cui mai potremmo venire a conoscenza. E’ un rischio che vogliamo correre?”.
La domanda, in fin dei conti, risulta lecita. Anche se quasi provocatoria. E parte dal laboratorio “Fuori/Dentro”, guidato da Mariella Sto e Cristina Failla, per il “Teatro degli incerti”. Col supporto logistico di Arci solidarietà Viterbo.
Ma di cosa si tratta? Semplice, di uno spettacolo teatrale (appunto) che si terrà il prossimo nove di giugno (alle ore 14.30), all’interno della Casa circondariale di Viterbo. Il Mammagialla.
“Un atto senza nome”, questo il titolo. Performance che si porta dietro una luna storia. Andiamo a vederla.
“La base solida su cui è stato costruito ‘Un atto senza nome’ è la drammaturgia creata con i detenuti nel 2013 – dicono i vertici degli Incerti – lo spettacolo ‘Sulla ruota dei pensieri, ragionando su Macbeth’. Nel quale si lavorò sulle tematiche originali, ascoltando cosa si muove nel corpo, nell’emozione e nello spirito di fronte ad esse”.

Il carcere di Mammagialla, il 9 giugno ospita uno spettacolo teatrale

Il carcere di Mammagialla, il 9 giugno ospita uno spettacolo teatrale

Ma non solo. Dato infatti il successo ottenuto sia dentro che fuori (per rimanere in tema), ecco la seconda costola: “Distanze”. Presentata sempre in città, e proprio ieri, a “Il giardino di Filippo”.
Questa la genesi. Ed ora tocca alla prima, aperta a tutti i cittadini, di “Un atto senza nome”.
“Abbiamo spinto perché il ponte tra carcere e società – chiudono gli Incerti – che è la cultura, fosse percorso in entrambi i sensi, e che per una volta la tematica arrivasse dal carcere alla società. Dunque abbiamo proposto ad attori professionisti e non di elaborare insieme un prologo delle prime due fatiche. Il pubblico cittadino è invitato. Per partecipare è necessario comunicare i propri dati ad Arci solidarietà Viterbo (bauli@arci.it), entro domani “.
Altre informazioni, anche se i tempi stringono (quelli burocratici dei carceri sono tremendi e inflessibili), sono consultabili sul sito internet www.teatrodegliincerti.it.

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