03072022Headline:

E il Pd scopre il fascino del calcio(tto)

Nomi e ipotesi sulla nuova giunta e duro attacco dei "non fioroniani" a Calcagnini

Il segretario dell'Unione comunale del Pd Stefano Calcagnini

Il segretario dell’Unione comunale del Pd Stefano Calcagnini

Adesso scocca il momento dei moduli, mutuati nemmeno dal calcio, ma da un figlio di un dio minore della disciplina sportiva più amata nell’italico Stivale: il calciotto. Cioè il soccer in 8. Roba da scapoli contro ammogliati. Dunque, gli schemi più gettonati nell’attuale tormentato momento della politica viterbese sono 3: 3 – 2 – 2; 4 – 2 – 1;  3 – 3 – 1. E che significa? Quei numeretti stanno ad indicare gli assetti della futura giunta di Palazzo dei priori: quanti assessori andranno al Pd, quanti ai civici, quanti gli esterni.  Il primo schema è il più conservativo rispetto all’attuale situazione poiché (dando per scontata l’uscita di Valeri e Zucchi, che è poi la costante di ogni ipotesi) prevede l’ingresso di un democrat (Troncarelli) al posto del dimissionario Fersini. Tutto come prima o quasi, con la il dimagrimento della giunta, voluto e auspicato praticamente da tutti.

Decisamente più innovative le altre formule (con Delli Iaconi out in entrambi i casi). Nel 4- 2 -1, rimarrebbero un esterno (Vannini) e due civici (Barelli e Saraconi) con il relativo aumento della rappresentanza Pd (sempre Troncarelli in pole, con l’aggiunta di Minchella o Mongiardo, quest’ultima con più chances vista l’appartenenza all’area renzian-panunziana, più semplicemente gli anti-fioroniani, cioè i contestatori più accesi); l’ultima opzione (3 – 3 – 1) darebbe un rappresentante in più alla galassia dei civici con Treta e soprattutto Ciorba in primo piano.

Un puzzle nel quale cerca la tessera giusta al posto giusto il sindaco Michelini, alle prese con i mal di pancia di una maggioranza in fibrillazione isterica. Intanto, c’è da registrare una frequentazione insolita nel week end della sede del Pd in via Polidori. Di solito il sabato e la domenica, non si vede anima viva, salvo che non siano in programma primarie o elezioni di vario genere. Ieri mattina, il capogruppo Serra, ieri pomeriggio il consigliere regionale Panunzi. Che si possano anche essere direttamente incontrati, non è dato sapere.

Ma il dato politico più significativo di ieri è un documento a firma di 6 consiglieri comunali democrat (Patrizia Frittelli, Melissa Mongiardo, Mario Quintarelli, Arduino Troili, Alessandra Troncarelli, Marco Volpi) che è un attacco in piena regola al segretario dell’unione comunale Stefano Calcagnini. “E’ semplicemente surreale – scrivono – che un organo di partito persegua il conflitto con l’espressione diretta maggioritaria degli elettori dello stesso, eletta e non nominata. In tal caso dovrebbe tale organismo farsi qualche domanda sulla propria rappresentatività ed autorevolezza. È incredibile poi che un segretario, che gli elettori non hanno voluto si occupasse dell’amministrazione della città, voglia farsi portatore di tale prevaricazione, rivendicando così una potestà che invece per la via democratica universale gli è stata negata”.

Alessandra Troncarelli, consigliera comunale del Pd

Alessandra Troncarelli, consigliera comunale del Pd

Al di là del politichese spinto utilizzato, resta un dato di fatto: Calcagnini stia alla larga dalla vicende di Palazzo dei Priori perché non gli competono. Tesi alquanto opinabile visto che, a livello centrale, sono gli organismi di partito a decidere la linea, come dimostra la recente vicenda dell’approvazione dell’Italicum. Rifacendosi allo statuto del Pd, i 6 (ai quali va aggiunto d’autorità lo stesso Serra) sostengono che per assessori e consiglieri “il vincolo riguarda programmi ed obiettivi: sarebbe la prima volta questa che un organo del partito si esprime dettagliatamente in merito. Soprattutto all’insediamento dell’amministrazione ci si è ben guardati da tanto rigore e precisione”. Stilettata anche per Michelini visto che “è un’anomalia viterbese quella di un sindaco che bypassa il consiglio per andare a cercare conforto disciplinare altrove”.

Conclusione ancora riservata a Calcagnini che “farebbe bene farsi qualche domanda, e dare qualche risposta, sulla caduta libera delle adesioni al Pd in questa città (segno forse che tanti iscritti – due su tre – non sono poi così contenti). E già che c’è, anche sull’immobilismo organizzativo e politico che la sua gestione, che non va oltre kermesse di corrente, bacchettate, richiami e cartellini rossi come fosse una partita di calcio”. O di calciotto?

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