05062020Headline:

Talete, approvato dal Cda il bilancio 2014

Entro fine luglio assemblea dei soci per ratificare un consuntivo "lacrime e sangue"

Stefano Bonori, presidente di Talete

Stefano Bonori, presidente di Talete

Habemus bilancium. In latino maccheronico si direbbe così: l’accusativo c’è, ma quel sostantivo non esiste. Un po’ per celia, un po’ per non morire, ma la notizia ci sta tutta, come si dice in gergo. Nuda e cruda si può sintetizzare in poche battute: il consiglio di amministrazione di Talete ha approvato il bilancio consuntivo del 2014. Che poi è una faccenda normale che riguarda tutte le società di capitale di questo mondo. Ma Talete, come si sa, non è una società qualunque: è l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato nella gran parte della provincia di Viterbo. Ed è sempre la società che, nonostante incassi milionari derivanti dalle bollette che tutti noi (quasi tutti…)  paghiamo, è stata capace di accumulare fior di debiti in anni di gestione. Poiché tutti i soci azionisti sono i Comuni della Tuscia,  allora certificare che bisogna mettere mano al portafoglio (pubblico) e tirare fuori quattrini è faccenda che provoca dolori di pancia al solo pronunciare la parola “Talete”.

Quali sono le risultanze del documento contabile? Il riserbo è assoluto dalle parti della stazione di Porta Romana; non si riesce neppure a sapere se il bilancio è stato approvato all’unanimità. E comunque di possibilità ce ne sono solamente due: o tutti e tre i consiglieri di amministrazione hanno votato a favore, oppure il passaggio è avvenuto con il “punteggio” di 2 a 1. I prossimi atti burocratici prevedono la convocazione dell’assemblea dei soci, che avverrà entro la fine del mese. E sarà quella la sede per avere finalmente i conti in mano sui quali ragionare. Il bilancio, oltre che agli azionisti che ne faranno richiesta, è stato notificato all’Autorità d’ambito, il famoso Ato nel quale ci sono proprio tutti e 60 i comuni della provincia (e anche tre della provincia di Roma), anche quelli che in Talete non ci sono mai voluti entrare e che si stanno opponendo davanti al Tar all’intimazione (in verità, piuttosto blanda) della Regione di cedere il servizio.

Dunque, notizie ufficiali non ce ne sono, indiscrezioni nemmeno. Ma dire che la situazione è complicata è molto vicino al vero. Sarà un luglio di fuoco (non solo dal punto di vista meteorologico) per le amministrazioni comunali della Tuscia, già alle prese con la quadratura dei bilanci di competenza.

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