25022020Headline:

Boom Francigena, ma saremo pronti?

SloWays e Movimento lento hanno documentato il tracciato dalla Francia a Roma

Un tratto di Francigena viterbese

Un tratto di Francigena viterbese

Per favore, si prega di evitare eventuali paragoni. Poiché un percorso è sempre differente dall’altro. Poiché ogni cammino, per definizione, storia, protagonisti ed ubicazione, è unico ed irripetibile. Ad accomunare due rotte, in fin dei conti, ci sta una sola cosa: il viandante. O meglio, i viandanti. Quel popolo silenzioso che si mette in marcia per i motivi più disparati. E null’altro.
Detto ciò, si può proseguire. Cresce a vista d’occhio la voglia di Francigena. Ora, per quanti non ne fossero al corrente, la Francigena è quella via che partendo dai cugini d’oltralpe porta giù, fino a Roma (un tempo affrontata per questioni religiose, ora si sono affiancate anche le personali e turistiche). Il sentiero si sta ripopolando. E, già, fu così anche per “Santiago”. Ma, come sottolineato in apertura, è opportuno sorvolare sui confronti. Se poi ci fosse qualcuno curioso di approfondire, il libro consigliato è “Alzati e cammina, sulle strade della viandanza”, del profeta contemporaneo Luigi Nacci (15 euro spesi benissimo).
Ma torniamo a noi. In virtù di questo successo lievitante, e considerando che a breve ci sarà il Giubileo straordinario, “SloWays” e “Movimento lento” hanno messo in piedi una sorta di viaggio perlustrativo dal colle del Gran san Bernardo a Roma. Questa la prima analisi: “Quarantadue giorni di cammino – dicono – 1000 km di percorso pedonale e altrettanti di percorso ciclabile rilevati con Gps, 2700 segnavia adesivi posizionati dove necessario, più di 3000 bivi descritti puntualmente nei road book, 14.400 fotografie geo-referenziate, 25 ore di video da cui verrà tratto un documentario, centinaia di incontri, tantissimi bei ricordi”.

Luigi Nacci, Alzati e cammina, volume indispensabile prima di mettersi in marcia

Luigi Nacci, Alzati e cammina, volume indispensabile prima di mettersi in marcia

Insomma, la Via è viva. Seppur con qualche dettaglio da sistemare. E la possibilità di crescere ci sta tutta. “Recenti lavori sul percorso hanno risolto gran parte dei problemi di sicurezza – spiega Alberto Conte, che ha coordinato l’organizzazione – la segnaletica era già discreta, e dopo il nostro lavoro di potenziamento i segnavia bianco-rossi si trovano senza soluzione di continuità. I pellegrini che abbiamo incontrato in genere erano soddisfatti delle condizioni del tracciato, e soprattutto ammirati e spesso stupiti per la bellezza dei paesaggi e per la ricchezza delle attrattive culturali”.
Qualche punto critico? Ma naturalmente la Cassia, ossia la nostra zona, a cavallo tra Lazio e Toscana. E poi l’accesso alla Capitale (pur evitando il raccordo perché lì i problemi non mancano mai). “Se, come pensiamo e speriamo, durante il Giubileo la Francigena verrà percorsa da un fiume di pellegrini, il sistema dell’ospitalità pellegrina sarà messo a dura prova – sempre lui – e quindi bisogna dare soluzione ai problemi ancora aperti”. Accoglienza compresa…
Ce la faranno i nostri eroi?

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