03072022Headline:

Mamma, mi si sono sciolti i Dear Jack

Il frontman Alessio Bernabei vuole andare avanti da solo. Ma la band rimane

Esordio dei Dear Jack ad Amici

Esordio dei Dear Jack ad Amici

Mamma, mi si sono sciolti i Dear Jack. Ed ora si dirà che il ragazzo era in cerca di altre motivazioni. Che in fin dei conti è così che vanno le cose. Che il progetto non gli si cuciva più bene addosso. Che è normale cercare nuove strade. Che non è il primo e non sarà l’ultimo. Che non ci stanno le mezze stagioni. Che il barile è diminuito e la benzina alle pompe continua ad essere alta. Governo ladro. Fatto sta, comunque, che Alessio Bernabei ha deciso di salutare la sua band. I suoi ragazzi, direbbe Elio.

I Caro Giacomo, dopo appena due anni di attività, si sgretolano. Ed il front-man tarquiniese è pronto a gettarsi in una carriera da solista. Un po’ come fece Cesare Cremonini quando mollò i… Com’è che si chiamavano quelli? Ah, già, i LunaPop. E la loro appiccicosissima “Vespa special”.

Prima di ogni ulteriore considerazione, però, la vera notizia è un’altra. La formazione ha già annunciato che andrà avanti da sola. Nel senso, qualcuno dovrà pur cantare. Probabilmente prenderanno un Bernabei 2.0. O, magari, come disse quel tipo ad un concerto jazz a Piansano dove nessuno impugnava il microfono: “Ma che c’hanno questi, il cantante muto?”.

La consacrazione, a Sanremo

La consacrazione, a Sanremo

E torniamo al discorso pilota. Siamo giunti all’epilogo (annunciato) della più classica delle combriccole catalogabili nello scaffale degli “usa & getta”. I “durati il tempo di una sigaretta”. Che fa anche rima.
E di loro (i Dear), nel tempo che verrà, ricorderemo: un secondo (e contestato) posto ad Amici di Maria De Filippi (a giudicarli ci stava gente del calibro di Miguel Bosé). Un Sanremo decente tra morti viventi, leggi Masini. Qualche concerto per gli stadi insieme ai Modà. Due tour intensi e discutibili tra centri commerciali, comparsate radio, e presenze in quei festival studiati ad hoc per la tivù (Music awards, Coca-Cola summer festival). Due pure gli album: Domani è un altro film, prima e seconda parte. Una secchiata di video, di singoli e di premi (tipo i riconoscimenti Wind e Fanta).
Ed ora? Cosa chiederà il fagocitante mondo delle etichette discografiche (piuttosto, la loro si chiama Baraonda, un nome un programma) a cinque ragazzi(ni) di paese? Magari l’equazione è semplice: se con una formazione ci abbiamo fatto parecchi soldi, con due ce ne faremo il doppio. Tanto di adolescenti pronte ad urlare (e comprare dischi) ce ne saranno sempre un botto. Come se l’arte (ammesso che ci sia mai stata) sia una cosa da poter dividere e poi (ri)moltiplicare.
No, probabilmente il mondo della musica non ne risentirà molto, di questa news. Comunque vadano le cose in futuro. Di Freddie Mercury ce n’è stato uno solo, del resto. Di John Lennon pure. Stesso discorso vale per Kurt Cobain, Slash, Jim Morrison, Lou Reed, Johnny Rotten, Roger Waters…

Nick Luciani, che ricomincia da sé

Nick Luciani, che ricomincia da sé

Si potrebbe aggiungere alla lista anche Nick Luciani. Che dopo 44 anni di attività in falsetto, ora lo si può trovare su un manifesto con scritto “Ricomincio da me”. Stesso nome, tra l’altro, di una pescheria a Marta. Ma probabilmente nessuno se ne è accorto, che dallo scorso 12 dicembre I cugini di campagna hanno salutato il frontman biondo su zatteroni.
È la dura vita degli Amici di Maria, Caro Giacomo. Puoi solo prenderne atto. In bocca al lupo (e non ai pescecani).

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