03072022Headline:

Solo posti in piedi: la “Leopeppa” è un successo

Il primo dei tre giorni dell'evento firmato dall'Unione comunale del Pd

Il tavolo sul sociale con Salvatore Regoli, Paolo Moricoli, Maria Laura Calcagnini e altri

Il tavolo sul sociale con Salvatore Regoli, Paolo Moricoli, Maria Laura Calcagnini e altri

Non servirebbe neppure l’abaco – il caro, vecchio pallottoliere, attrezzo così vintage – per fare la somma. Basta buttare un occhio al parcheggio dell’hotel Salus Terme: strapieno, manco giocasse la Roma contro er Barcellona. Macchine che restano intruppate nel viale d’accesso, altri autisti più illuminati che parcheggiano fuori, lungo la Tuscanese. La Mission impossible (questo il titolo dell’evento, anche se Viterbopost, per primo e con tutti i diritti riservati, si è permesso di ribattezzarla affettuosamente “Leopeppa”, un soprannome che è già un tormentone) per ora è parcheggiare. Quello di cambiare la Tuscia, invece, sembra un gioco da ragazzi, in confronto.

Il tavolo con Aldo Fabbrini

Il tavolo con Aldo Fabbrini

Per capirlo basta entrare dentro il salone della struttura della famiglia Governatori. Stra e poi pieno. Ventuno tavoli tematici, con oltre dieci partecipanti l’uno, fanno un sacco di gente. Tutti a parlare, discutere, sui Grandi Argomenti che riguardano sì questa terra, ma di riflesso – per la proprietà transitiva – tutta Italia. Già: sanità, economia (qui: le Terme), infrastrutture (qui: la Trasversale), scuola più o meno buona, il sociale, l’amministrazione. Insomma, le cose da fare, le cose in cui (e non su cui) mettere le mani per dare una svolta al nostro futuro, o più probabilmente a quello dei nostri figli.

L'assessore Alvaro Ricci

L’assessore Alvaro Ricci

E che la questione interessi parecchio lo dimostra la composizione dei deschi. Il marchio del Partito democratico (che con l’Unione comunale ha organizzato questa tre giorni) è solo un dettaglio, visto che per la sala si scorgono facce note e non, ascrivibili sempre a quell’area. Certo, ci sono i pezzi grossi del partito, a livello locale: gli assessori pesanti della giunta Michelini, intanto (Ciambella, Delli Iaconi, Ricci, Perà, Troncarelli), i loro alleati civici (Barelli, Rossi, Treta), le truppe cammellate, ma c’è anche tanta roba diversa, laddove “diverso” deve essere considerato un valore aggiunto. Così, tra associazioni di categoria (tutte, o quasi, presenti), sindacati, comitati cittadini, imprenditori, medici (c’era, per dire, l’ex direttore sanitario della Asl Compagnoni), esponenti della società civile, gggiovani (vista la ventenne scrittrice di successo Dorotea De Spirito), insegnanti e fauna varia, non mancava praticamente nessuno. A parte i due leocorni, certo.

Giacomo Barelli coordina il suo tavolo

Giacomo Barelli coordina il suo tavolo

La disposizione dei tavoli, indicata all’ingresso con un manifesto, avrebbe potuto declassare questa riunione a livello di banchetto nuziale (“Dove siamo seduti? Al tavolo ciliegia?”), invece no. Perché i tavoli sono mobili, flessibili, a velocità si può dire renziana. Si aggregano, si uniscono, s’inglobano: tre tavoli per un unico tema diventano una tavolata sola, per ascoltare meglio ma anche per discutere meglio. Con l’organizzazione del segretario Calcagnini e dei suoi fidi d’apparato Lagrimino (una garanzia logistica), Minchella e Scorsi sempre pronti ad aggiungere un posto a tavola.
E capita anche di vedere delle cose strane, tipo il diavolo e l’acquasanta seduti uno di fronte all’altro, e parliamo di Franco Marinelli, pasionario dell’acqua termale sotto le insegne di Solidarietà cittadina, vicino a Marco Sensi (Terme dei papi) e gli altri imprenditori di settore. O la presidente dell’Aforsat – l’associazione dei famigliari degli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali – Maria Laura Calcagnini assisa accanto all’assessora ai Servizi Sociali Troncarelli. Un melting pot non conflittuale, ma – si spera – costruttivo. E che inaugura anche da queste parti un atteggiamento comprensivo, accogliente per usare un termine di tremenda attualità, da parte del partito di maggioranza, tra l’altro già abbozzato con le liste civiche che hanno condotto alle rispettive vittorie elettorali sia Mazzola (Provincia) sia Michelini (Comune).

Il sindaco Michelini al tavolo dell'assessore Sonia Perà

Il sindaco Michelini al tavolo dell’assessore Sonia Perà

Sì, quel Michelini che s’aggira tra i tavoli con disinvoltura, indugiando semmai a quello sull’economia dove siede Ermanno Mazzetti, per affinità elettive sotto la benedizione della Coldiretti. Idem s’aggira Luisa Ciambella.

E oggi si parte con la fase due: le proposte elaborate da ogni tavolo, e relazionate dal coordinatore tematico, saranno oggetto di discussione. Alle 10 con il ministro della Semplificazione Marianna Madia, alle 12 con il suo collega Graziano Delrio (Infrastrutture e Trasporti). Domani invece si parlerà prima di scuola e poi di politica (ore 12: dibattito da Fioroni e la vicepresidente del Pd Debora, senz’acca, Serracchiani).

Tutta roba di scottante attualità, certo, ma forse questo primo giorno – concluso con l’aperitivo a base di prodotti civici e la musica del dj – è stato qualcosa di diverso. Un modo convinto per dire che il Pd è cambiato, non è più quel monolite di una volta, e che è pronto ad accogliere le idee e le forze provenienti dal mare magnum di quelli non schierati, dei delusi, di coloro ancora disposti a fare qualcosa per il territorio. Novelli Tom Cruise alle prese con l’ennesima missione impossible.

Tutte le foto del primo giorno di Mission Impossible

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