26022021Headline:

Etruschi in 3D: roba da vederci triplo

L'inaugurazione della mostra agli Almadiani: occhiali e viaggio nel passato

Il taglio del nastro

Il taglio del nastro

Si esce un po’ rintronati, storditi, ma d’altronde è sabato, e può capitare. Solo che stavolta non si beve nulla, la sventola è tutta digitale. Confusi e felici, dopo aver visto Etruschi in 3 D, la mostra virtuale che ieri pomeriggio ha aperto i battenti alla ex chiesa degli Almadiani e che andrà avanti fino al 4 maggio.

La vicesindaco Ciambella immersa nella realtà tridimensionale

La vicesindaco Ciambella immersa nella realtà tridimensionale

Un’ora di attesa in piazza dei Caduti perché alla fine tutto deve essere perfetto, e mentre dentro si lavora (problemi di oscurazione completa dell’ambiente) fuori si vip-spotting, un’attività terribile – ma c’è a chi piace – che consiste nell’avvistare i vip, o vaip, come diceva quello. Dunque dunque: sindaco Michelini con signora, prefetto Rita Piermatti, vicesindaco Ciambella in bianco e nero, Beppe Fioroni, assessori e consiglieri, umanità varia. Poi si entra, taglio del nastro al quale partecipa lo stesso sindaco, la stessa prefetta e il presidente della fondazione Carivit Mario Brutti, massimo mecenate (ma ce ne sono altri) di questa esposizione che al Comune di Viterbo costerà meno di 40mila euro spicci e che sarà addirittura gratis per il visitatore.

Alessandro Barelli illustra la mostra

Alessandro Barelli illustra la mostra

Visitatore che, non appena entra, viene munito di occhialini anaglifici, vale a dire una lente rossa e una lente blu. Che poi andrebbero riconsegnati all’uscita, per educazione certo, e perché coi numeri che ha fatto questa mostra in giro per l’Europa qui si rischia di bruciare qualche decina di migliaia di paia di occhiali, fino a maggio. Ah, a proposito: sarebbe il caso di creare pure una versione pince-nez direttamente su misura per lo stesso Fioroni, maniaco del vezzoso modello da vista.

Un ologramma

Un ologramma

Dentro la sala – che si riempie in fretta – Michelini dice due parole: “Inauguriamo questa mostra particolare, suggestiva, che attraverso la tecnologia racconta un popolo, quello etrusco e la sua civiltà”. Ringraziamenti di rito alla Soprintendenza, al ministero dei Beni artistici e culturali, alla fondazione Carivit. E in seguito aggiunge a Viterbopost: “Abbiamo unito la tecnologia al nostro patrimonio culturale, una mossa avveneristica che pone il Comue al passo coi tempi, come un’azienda”.

Fioroni e Ciambella

Fioroni e Ciambella

Ma è Luisa Ciambella, la vicesindaco che dallo scorso gennaio si è impegnata a fondo sul rilancio degli Etruschi (“Possono diventare i nostri Egizi”, sostiene lei e non solo lei) a dare la notizia: “Con Experience Etruria, che coinvolge diciotto Comuni di tre regioni e che è già stato riconosciuto tra i dieci progetti esemplari di Expo, e con questa mostra che ne è un’appendice, Viterbo si candida a diventare la capitale dell’Etruria meridionale”. Seguono le raccomandazioni: “Portateci i bambini, perché qui la cultura e la storia diventano intuitive, accessibili, sicuramente non noiose. Intanto, verranno tante scolaresche in gita, perché è un’occasione unica: la didattica virtuale della mostra, e quella reale, concreta, con le escrusioni e le visite nei siti archeologici della zona”. E infatti basta girarsi intorno per vedere l’Acquarossa, Vulci, Tarquinia: tutta roba che sta a un tiro di schioppo da qui. Anzi, è proprio qui dentro.

Visitatori

Visitatori

Basta chiacchiere. E’ il momento di inforcare gli occhiali tridimensionali, con Alessandro Barelli – il presidente di Historia e dunque l’autore della mostra – che dà qualche indicazione tecnica per fruire al meglio di tutti questi strani attrezzi che riempiono la sala. E si comincia a girare, guardare, ascoltare, toccare (gli ologrammi, che alla fine non si toccano). La sala è piena, strapiena, la capa gira. Sembra di essere in Etruria, 2500 anni fa. E invece siamo qui, oggi, in futuro che non è mai sembrato così passato.

LE IMMAGINI DELL’INAUGURAZIONE

 

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