28022021Headline:

Gli Etruschi alla conquista di Paestum

La vetrina più importante dell'offerta turistica e archeologica del bacino mediterraneo

La tensostruttura, accanto al tempio di Caere, che ospita la borsa mediterranea del turismo archeologico

La tensostruttura, accanto al tempio di Caere, che ospita la borsa mediterranea del turismo archeologico

Conca o piscinetta che sia, il Mediterraneo è stata la culla della civiltà moderna, perché seppe mettere in contatto e agevolare la crescita (economica, culturale, sociale) di tanti popoli che si erano stabiliti sulle sue sponde. Oggi intorno a questo mare si possono trovare le più importanti testimonianze archeologiche di quei secoli straordinari: dai fenici agli etruschi, dai greci ai romani, passando per gli egizi e i cartaginesi. Da 18 anni, in uno dei luoghi simbolo della civiltà che fu, si svolge una borsa (mediterranea, appunto) del turismo archeologico.

Di cosa si tratta? Di un’occasione di scambio, confronto, offerta delle relative ricchezze, del relativo patrimonio. Per sviluppare, attraverso una serie di incontri mirati, di conferenze, di workshop, di laboratori, una rete che attraverso il mare sviluppo un unico grande circuito turistico. Con l’obiettivo di attrarre un numero cospicuo di visitatori da tutto il mondo, e magari anche qualche importante investitore internazionale.

Siamo a Paestum, in provincia di Salerno, insediamento importante nella Magna Grecia e poi in epoca romana. Qui, all’interno dell’area archeologica, da oggi fino a domenica, si svolgerà appunto la 18esima edizione della Bmta, con oltre cento espositori provenienti dall’Europa, dal nord Africa, dall’Asia minore (i Paesi stranieri, in totale, saranno oltre una ventina). Una vetrina eccezionale, con prospettive di ritorno d’immagine e in termini di visitatori – già in crescita da queste parti, tra l’altro – indiscutibili.

E il Lazio, come regione, sarà l’ospite d’onore, e finirà sotto la lente con una serie di presentazioni e dibattiti sui siti archeologici più rilevanti del territorio. La Tuscia sarà presentata più che degnamente. A partire dagli Etruschi – il pezzo forte di questa terra. In primo piano Experience Etruria, il progetto nato per Expo, che ha messo in rete 18 Comuni di tre regioni, e di cui Viterbo è capofila insieme ad Orvieto (ma ci sono anche altri cinque comuni della provincia). Insieme ad Experience Etruria e alle avventure di Ati (la Barbie etrusca) tra antichità e presente, spazio anche alla mostra Etruschi in 3D, approdata sabato scorso agli Almadiani dopo aver conquistato mezza Europa e che, al netto di qualche patetica polemica locale, anzi localistica, sta facendo segnare numeri clamoroso. Dopo gli oltre mille visitatori tra sabato pomeriggio e domenica, alla riapertura di martedì sono stati oltre 200 gli ospiti. Continuando così, bisognerà dotarsi di sistemi di calcolo sofisticatissimi, tipo algoritmo.

Ati, simbolo di Experience Etruria

Ati, simbolo di Experience Etruria

Ma non ci sarà soltanto Viterbo a Paestum. Da qui a domenica spazio anche alle necropoli di Tarquinia (patrimonio dell’Unesco) e Vulci, al santuario della lega federale etrusca di Bolsena (Vulsinii) e Orte sotterranea. Per il resto del Lazio, poi, ecco Cerveteri e Aquino (città natale di Cicerone), il tempo di Giove Anxur di Terracina, Villa Adriana a Tivoli e Ostia Antica.

A rappresentare il capoluogo e ad illustrare le sue bellezze – in sostituzione del sindaco Michelini, che ha consiglio comunale, e della vice Ciambella, a Torino per l’Anci – ci sarà l’assessore ai Grandi Eventi e al Turismo Giacomo Barelli.

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