25022021Headline:

Il locale viterbese che ha stregato (tutte) le guide

Dalla Michelin al Gambero Rosso: il Vecchio Orologio fa en plein

La prestigiosa guida Michelin

La prestigiosa guida Michelin

Esiste dal 1966 e negli ultimi anni è diventato uno dei ritrovi preferiti dei gourmand, dei buongustai, viterbesi e non solo. Oggi per l’Osteria del Vecchio Orologio (che come dice il nome si trova in via dell’Orologio Vecchio, in pieno centro storico) è arrivato un riconoscimento prezioso, definitivo: il locale infatti è stato inserito in tutte le guide enogastronomiche d’Italia. Dalla prestigiosa guida Michelin (nell’ambiente, praticamente la bibbia), al Gambero Rosso, nella versione ristoranti, osterie e pizzerie. Un poker che si prende tutto il piatto, “scarpetta” inclusa.

Citazioni che sono un premio al lavoro di Paolo Bianchini, che da qualche anno ha preso le redini del locale, e del suo staff di sala e cucina, ma non solo. Si tratta anche di un punto d’orgoglio per i prodotti della Tuscia, a chilometro zero o quasi, che il locale ha sempre proposto sia nelle versioni più classiche, sia in gustose rivisitazioni. Dall’olio agli ortaggi, dalle carni più tipiche (coniglio, agnello, maialino) alle nocciole e alle castagne: qui tutto è scelto in nome dell’eccellenza locale. “Una scelta che sta portando i suoi risultati e il gradimento dei nostri ospiti – dice soddisfatto Bianchini – Senza dimenticare la pizza, che è un classico, o la nuova sperimentazione del pesce, durante il fine settimana”.

Ma il discorso si può anche allargare. Perché le citazioni sulle guide più diffuse possono avere dei riscontri pratici, e non solo per il locale. Il fenomeno si chiama “turismo gourmet”, e da qualche anno è in espansione anche in Italia. Finita l’epoca delle “magnate” fuori porta (a volte epiche, altre volte con solenni fregature) ecco i viaggi mirati, per andare direttamente a provare questo o quel ristorante citato dalla guida, a prescindere dal posto dove si trovi. Un’abitudine partita dai grandi nomi (gli stellati Michelin) ma che ha progressivamente coinvolto anche le realtà più piccole. Insomma, oggi è normale partire da Roma, durante il week end, per venire a Viterbo a provare la cucina di “quel” determinato ristorante. A colpo sicuro. Poi, con l’occasione, si visita anche la città, i musei, magari si fa un po’ di shopping o ci si ferma a dormire in un B&B.

Al Vecchio Orologio, tra l’altro, ha partecipato anche al progetto I Sapori del rito, nato per Expo e per Santa Rosa (con tanto di show cooking a Palazzo dei priori la sera del 3 settembre) e che ora sembra destinato a proseguire anche per il futuro, con nuove iniziative e una rete di imprenditori, produttori e ristoratori che coinvolge tutta la Tuscia.

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