10082022Headline:

I Sapori del Rito amplia gli orizzonti

L'iniziativa aggrega altri ristoratori: una cena al mese fino alla pausa estiva

Alcune pietanze che fanno parte dei menu dei Sapori del Rito

Alcune pietanze che fanno parte dei menu dei Sapori del Rito

I Sapori del Rito non ha affatto esaurito la carica di proposte e di appuntamenti, nel rigoroso rispetto delle tradizioni enogastronomiche della Tuscia, utilizzando i prodotti del territorio, rivisitando le proposte di Italo Arieti e aggiornandole con un tocco di modernità che non guasta mai. Il progetto ideato dai due ristoratori Felice Arletti (Il calice e la stella di Canepina) e Angelo Proietti (L’angoletto della luce di Viterbo) e dal giornalista enogastronomico Stefano Polacchi (caporedattore del Gambero Rosso) si amplia con una serie di appuntamenti mensili a partire già dal corrente mese. La motivazione è presto detto: poiché l’iniziativa ha una sua intrinseca validità e ha riscosso interesse e successo facendosi conoscere e apprezzare anche al di fuori dei confini della Tuscia, altri ristoratori hanno chiesto di aderire e di far parte della kermesse. Il programma definitivo non è stato ancora stilato, ma intanto si può già anticipare che ad aprire le danze sarà l’Angoletto della luce, seguito a dicembre dall’appuntamento canepinese con l’Agristoro Il calice e la stella.

Le cene avranno un prezzo abbastanza basso, “simbolico” secondo la definizione degli stessi organizzatori, e continueranno a gennaio con altri appuntamenti a Viterbo presso Tredici gradi, Al vecchio orologio, il Gargolo, l’Altro gusto, i Tre re. Prevista anche un’ulteriore tappa extra moenia con il Casaletto a Grotte Santo Stefano. Va ancora aggiunto che altre realtà si stanno avvicinando e che quindi è probabile che la platea dei partecipanti possa allargarsi ad altri contributi. Gli appuntamenti si susseguiranno fino a giugno-luglio, per poi interrompersi nel periodo più propriamente estivo, prima di rinnovarsi con la festa di Santa Rosa.

Il menù di Sapori del rito

Il menù di Sapori del rito

Ogni cena sarà dedicata alle ricette studiate da Italo Arieti e legate strettamente al territorio viterbese e alle sue eccellenze:  canapa, carota viola, castagne, pesce di lago… Ingredienti rigorosamente di stagione e anch’essi di rigida provenienza locale. Ad esempio, non è previsto l’uso del pomodoro che, come si ricorderà, pur essendo diventato di stretto uso comune, non è propriamente un prodotto autoctono, essendo stato importato dalle Americhe.
Dunque, il viaggio nelle tradizioni viterbesi e della Tuscia continua con nuove affascinanti tappe in grado di soddisfare anche i palati più esigenti: ricette antiche, dai sapori talvolta sconosciuti ai più, rivedute a aggiornate con quel tocco di modernità al quale si faceva cenno in precedenza. Il tutto nel solco dei dettami di Arieti e sotto l’occhio attento di Polacchi che cura con certosina e qualificata determinazione il rispetto delle tradizioni più intime della terra di Tuscia.

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