24022021Headline:

La prima volta di Intesa SanPaolo

Qualche problema (già risolto) alle casse con il nuovo sistema operativo

La sede della direzione generale della Carivit a Viterbo

La sede della direzione generale della Carivit a Viterbo

In apparenza non è cambiato nulla. Gli impiegati sono sempre gli stessi, gli uffici anche (salvo qualche caso), i servizi identici. Eppure, il primo giorno senza Carivit non è passato inosservato. Soprattutto fra i più anziani: persone che da almeno quarant’anni hanno a che fare con gli sportelli della Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo. Che, magari, lì hanno hanno contratto il mutuo per acquistare casa o che hanno usufruito di finanziamenti per le loro attività economiche. Ecco, per loro, “digerire” il cambio di marchio non sarà così semplice e scontato. Percorso decisamente più agevole per i più giovani che ormai in agenzia ci vanno pochissimo e che utilizzano molto più frequentemente l’home banking, effettuando da casa o da un portatile o semplicemente da uno smartphone la maggior parte delle operazioni.

Ieri, intanto, si sono registrati alcuni disservizi connessi all’utilizzo del nuovo sistema operativo. Qualcosa, in alcuni casi, non ha funzionato alla perfezione e quindi si sono registrati disagi e difficoltà di connessione. Nulla di particolarmente grave: le difficoltà si sono già appianate nel corso della giornata e quindi la previsione è che già da oggi tutto dovrebbe filare nella normalità.

Sparita l'insegna Carivit dall'agenzia 1 di via Mazzini

Sparita l’insegna Carivit dall’agenzia 1 di via Mazzini

Le insegne Carivit sono sparite anche dalla sede di via Mazzini, quella più importante, anche se la scritta a caratteri cubitali sull’edificio che ospita la direzione generale, per ora è rimasta al suo posto. E ci potrebbe pure rimanere in futuro, magari affiancandola con le insegne di Intesa SanPaolo: sarebbe un segno di rispetto per Viterbo e anche per tutto quello che la Cassa di risparmio  ha rappresentato nella storia, economica e sociale, del capoluogo e del suo territorio. Da segnalare che i bancomat si sono giù adeguati: la connessione avviene con l’istituto di credito milanese-torinese.

Un’ultima considerazione sul problema degli esuberi derivanti dai processi di unificazione di agenzie e filiali. “Per ora – interviene Paolo Capotosti, segretario provinciale della Fabi, il sindacato più rappresentativo all’interno di Carivit – è tutto fermo e rinviato ai primi mesi del prossimo anno: con le incombenze legate alla fusione, non c’è proprio la possibilità di mandare a casa qualcuno, sia pure agevolandone la strada verso la pensione. In questa fase di trasformazione e adeguamento c’è bisogno proprio di tutti”.

Infine, dai piani alti dell’istituto di credito fanno sapere che il trasferimento automatico degli accrediti e dei bonifici sul nuovo Iban Intesa SanPaolo (che ha sostituito quello Carivit) avverrà per almeno per i prossimi 3-4 mesi: una buona notizia che non mette fretta ai correntisti nel comunicare la variazione ai propri abituali interlocutori.

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