24092022Headline:

Viterbo salvi l’archivio di Gigi Petroselli

Documenti, lettere, foto, oggetti del primo sindaco comunista di Roma, originario di

Luigi Petroselli

Luigi Petroselli

La città dei papi dia una lezione alla città del papa. Sia Viterbo a salvare l’archivio, le foto, le lettere e gli oggetti appartenuti a Luigi Petroselli, il Gigetto di Pianoscarano che dal 1979 al 1981 fu sindaco di Roma. Il primo e penultimo targato Pci. Perché se è vero che Petroselli è, e visto l’andazzo resterà a lungo, il primo cittadino della Capitale più amato dai romani, è altrettanto vero che a Viterbo c’è nato e cresciuto, ha iniziato l’attività politica fino a diventare un personaggio di primissimo piano nel pur affollato parterre comunista. E qui è sepolto, insieme ai suoi, come lui nati a cresciuti a Pianoscarano, il quartiere più popolare e ”autentico” della città.

Il Partito Democratico viterbese dimostri finalmente di non appartenere alla categoria dello spirito, di non essere solo un’accozzaglia di bande disposte a sbranarsi anche per le frattaglie e avanzi una proposta per salvare il fondo Petroselli. Sul fronte istituzionale sia il sindaco Leonardo Michelini a promuovere un’iniziativa, magari d’intesa con la Regione Lazio, finalizzata a custodire e rendere fruibile sia i documenti ufficiali che gli oggetti personali di Petroselli. L’ideale sarebbe istituire una sorta di casa museo proprio a Pianoscarano. Si muova anche l’Università della Tuscia, che a Pianoscarano ha una delle sue sedi. Anzi, potrebbe essere proprio quella la sede ideale non solo per conservare, ma anche per studiare il fondo Petroselli.

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