30062022Headline:

“La scuola deve preparare al lavoro”

Il preside Chiriconi dell'Artistico di Vignanello commenta il premio "Mai più violenza"

Una postazione del Midossi durante un meeting

Una postazione del Midossi durante un meeting

“Ormai la scuola deve preparare lo studente al mondo del lavoro. Le cose, inutile nascondercelo, sono cambiate. Troppe volte si forma gente in vista dell’università. Che tradotto poi vuol dire altri cinque anni sopra i libri, col rischio di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano a fine percorso”. Apre così il preside del liceo Artistico Midossi di Vignanello, Franco Chiriconi. Sollevando in quattro battute una quintalata di riflessioni sulla scuola, sull’attualità, sul ruolo del docenti, sulla strada da percorrere. Temi veramente delicati, dai risvolti ancestrali ma comunque di stretta attualità.
L’occasione di dialogo nasce dalla recente premiazione della “sua” classe 4A, indirizzo Audiovisivo e Multimediale. Materie, queste ultime, che fino a una decina di anni fa sarebbero state viste come fantascienza pura. “Ed invece i dati parlano chiaro – ancora lui – la disoccupazione dilaga, il Governo punta tutto sulla conversione scuola-lavoro, e chi esce dal Classico piuttosto che dallo Scientifico non sa dove sbattere la testa. Questo corso, per fare un esempio ed entrare nello specifico, è attivo da otto anni. Tra premi, targhe e riconoscimenti vari, abbiamo riempito una bacheca. Ma non solo: chi lo frequenta, a pratica terminata, trova sempre un posto. Quasi nessuno prosegue con l’università. Come mai? Semplice, perché le competenze specifiche sono richieste, eccome se lo sono”.

Alunni del Liceo Artistico Midossi di Vignanello

Alunni del Liceo Artistico Midossi di Vignanello

Ma andiamo a vedere cosa hanno fatti questi alunni. Da dove nasce tutto. I ragazzi hanno girato un video dal titolo “Pace fatta”. Al quale è stato conferito dal Consiglio regionale del Lazio e dalla Consulta femminile per le pari opportunità, il gradino più alto del premio “Mai più violenza: esci dal silenzio”, ottava edizione.
Gli studenti hanno scritto la musica ed i testi della colonna sonora. Li hanno poi incisi in sede con strumenti e apparecchiature varie. Hanno poi realizzato le animazioni in background e il dripping di colore in acqua, dando vita ad una scenografia simbolica. Gli stessi infine hanno provveduto al montaggio e alla post-produzione (che studiano).
Il risultato di tutto ciò non è solo un concorso vinto (come se poi fosse poco). Ma anche la possibilità concreta (se non la certezza) che di qui e poco le loro attuali fatiche saranno ripagate da un lavoro.
E questa si, è pura fantascienza. Anche se dovrebbe rappresentare la normalità.

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