24022020Headline:

Diecimila persone a Orte, tutte sottoterra

Tutti pazzi per le bellezze ipogee del borgo. Turismo in crescita e bilancio 2015 positivo

Orte sotterranea

Orte sotterranea

Qualche volta ce lo scordiamo, ma in provincia di Viterbo oltre a Civita di Bagnoregio, Acquapendente e Tessennano, ci starebbe pure Orte. Cittadina inusuale, sospesa tra un delizioso colle tufaceo e l’autostrada (beati loro), che per ubicazione pare tanto lontana dal capoluogo e anche vagamente umbra. Invece è nostra, nel senso più campanilistico del termine. E grazie a dio funziona. Cioè, non vive solo di caselli.
Andiamo a capire il perché. Con la chiusura del 2015 l’associazione culturale VeramenteOrte, che gestisce l’ufficio turistico, i siti archeologici e i musei del comune, può tracciare un bilancio su quello che è stato il turismo nella cittadina negli ultimi 365 giorni.
“È importante sottolineare come l’incremento numerico di visitatori, ipotizzato nel corso della stagione, può essere confermato alla luce dei dati definitivi – apre così l’archeologo Giancarlo Pastura, presidente del comparto – stando alle presenze regolarmente registrate, paganti e non paganti, sono circa 10mila gli accessi ai siti archeologici, il 90% dei quali al complesso di Orte sotterranea”.
Quindi sì, anche Orte ha aperto al mondo le sue bellezze ipogee. Che si stanno difendendo alla grande, su scala nazionale, al punto da aver conquistato una vetrina importante nella rivista tecnica Archeo (autentico cult del settore). E anche un posto di tutto rispetto all’interno della Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum (sezione Regione Lazio).

Una veduta di Orte

Una veduta di Orte

“Inoltre – e qui viene il bello – bisogna sottolineare il lavoro dietro le quinte svolto con solerzia dei membri dell’associazione, i quali hanno investito i ricavi totali delle attività per il mantenimento di tutto il complesso monumentale di Orte sotterranea e dei musei”.
Tutto fila liscio ed è in crescita, perciò. Possibile che non ci sia nulla che gira storto? “Se devo esprimere un rammarico – sempre lui – è legato alla sensibilizzazione per il recupero del porto di Seripola. Soggetto a continui intoppi burocratici. Ci preme sottolineare poi che il patrimonio culturale della cittadina non è esclusivamente Orte sotterranea, che in questo momento senza dubbio rappresenta il traino, ma che esso è composto anche da tante piccole realtà che cercheremo con impegno di far emergere”.

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