24022020Headline:

Metti una notte al liceo classico Buratti

Venerdì lo storico istituto di Viterbo apre le porte (dopo le 18) per dibattere di cultura

Il liceo Mariano Buratti

Il liceo Mariano Buratti

C’è chi passa una notte al museo, tipo Ben Stiller e Robin Williams. E chi invece preferisce passarla al liceo. Questione di gusti, in fin dei conti. E almeno a scuola non ci stanno dinosauri che corrono e soldatini di piombo animati.
Il liceo classico Buratti, quello storico di Viterbo, si appresta così alla II Notte nazionale del liceo. Un’iniziativa promossa lo scorso anno dal docente Rocco Schembra e dalla dirigente Elisa Colella, che si ripeterà anche nel 2016, sulla lunga scia del successo riscosso. Nemmeno 365 giorni addietro infatti parteciparono più di cento istituti, dislocati in lungo e in largo in tutto lo Stivale.
La data da segnarsi in rosso sul calendario è quella del prossimo 15 gennaio (venerdì). A partire dalle 18, e fino alla mezzanotte. Cosa succederà? In 250 istituti (il numero cresce vertiginosamente) studenti, insegnanti, genitori e non solo rifletteranno sul valore degli studi classici nell’attuale panorama culturale e socio-economico.
“L’invito non consisterà in una serie di pedanti disquisizioni – fanno sapere dal Buratti – ma di eventi divulgativi di grande impatto, accessibili a chiunque, anche a chi pensa di avere poca dimestichezza con il greco e con il latino”.

Una delle scene di Una notte al museo

Una delle scene di Una notte al museo

Il programma offre inoltre numerose occasioni di divertimento: variazioni sul tema della bellezza, con agili e fruibili interpretazioni di Leopardi e con un’interessante intervista ad Angelo Deiana su “Il piacere” di D’Annunzio e “La grande bellezza” di Sorrentino. La scoperta di “quel nulla d’inesauribile segreto” che renderà ancor più vicino e umano Ungaretti. Momenti di confidenza con gli autori classici attraverso lo scherzo letterario “Oh ma tu lo conosci Omero?”. E giù giù fino a Edipo, Colono, Ovidio. Per arrivare al film “Mariano Buratti”, eroe locale della resistenza.
Un notte intensa, dunque. Una notte incandescente, in cui scoprire che il crepuscolo che sembra avvolgere gli studi classici è in realtà denso di fermento e di feconde prospettive di futuro.

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