01122020Headline:

Sette giorni di (inutili) notizie

Riflessioni di disumanità brutale riunite solo dal Porto (tre bottiglie, per la precisione)

Alessio Bernabei, mentre riflette

Alessio Bernabei, mentre riflette

Neurone solitario
“Le donne? Il mio sport”, apre così Alessio Bernabei. Ex voce dei Dear Jack e prossimo a salire sul palco di Sanremo. “Adoro i loro piedi – prosegue – sono feticista. D’altronde anche Elvis Presley lo era”. Già, ma lui era pure un artista. O quantomeno un cantante

Ma sto studiando
Il Washington post racconta le otto cose difficili che ha dovuto fare Leonardo Di Caprio per girare il film “The revenant”. Pare che la peggiore, più di mangiare fegato crudo di bisonte, sia stata recitare

A-bol(l)ito
Il premier Renzi, sull’ordine dei giornalisti: “Lo abolirei domattina”. Fosse vero. Nel frattempo ce ne staremmo di non dover andare a Roma ogni santo anno per mettere un timbro. E dopo aver pagato. Vogliamo i bollini

Natura morta
La scienza conferma: il Das di una volta aveva dentro l’amianto. Ecco spiegato il perché degli artisti che muoiono sempre giovani

Sette bombe
Il film “Quo vado” di Zalone ha fatto sette milioni di euro ai botteghini, nel giorno del debutto. In televisione, effettivamente, non c’era una mazza

Tubo cattolico
Rai1 ha anticipato il Capodanno di un minuto e per sicurezza ha fatto anche passare una bestemmia in sovrimpressione. Ci pare comunque il minimo, considerando che presentava Amadeus

Un salame che testa l'Apple watch col naso

Un salame, forse ungherese, che testa l’Apple watch col naso

Falsi miti
L’industria pubblicitaria ci ha convinti che una bocca pulita deve profumare di menta. E noi ci crediamo pure. Nonostante che quando mastichiamo una gomma pare che qualcuno abbia cagato in una pineta

Mela marcia
“L’Apple watch si può usare anche col naso”, lo scrive il Wall Street journal. E ora che lo sappiamo sicuramente vivremo meglio. Meglio di quel pirla che lo fa sul serio

P. S. La cattiveria della settimana
Un posto targato Slow Food, che a gennaio propone zucchine, melanzane e peperoni, è da bruciare. Slow Food dovrebbe sposare (anche) la “stagionalità”. Non solo il profitto e le tribù radical chic

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