01122020Headline:

Carnevale, perché mascherarsi da Isis?

A Tuscania, tra i carri, una jeep con sopra barbe e mitra. E il sindaco la sponsorizza

Il carro di Tuscania

Il carro di Tuscania

Com’è che si dice? Ah, giusto. A Carnevale ogni scherzo vale. E quindi, a quanto pare, pure quelli di pessimissimo gusto.
Succede così che le festività in maschera tornano, e a Tuscania, dopo un lungo periodo di stop. Non siamo al corrente di quanto siano mancate, in verità (e poco importa), ma è lo schieramento del sindaco stesso a darne notizia. Attraverso infatti il profilo Facebook di Fabio Bartolacci, quello denominato “Obiettivo Comune”, da un recentissimo post si apprende: “Dopo tanto, il Carnevale torna in grande. Grazie al Centro diurno anziani Domenico Bellomarini, ed in particolare al gruppo di ballo, abbiamo visto sfilare un bellissimo drago cinese contornato da una miriade di maschere orientali”.
E fin qua nulla di anomalo. Avanti, perciò: “Pure la scuola elementare, attraverso alcuni genitori, ha allestito un bellissimo carro della Walt Disney”. L’elaborato conclude con “Per questo ringraziamo tutti quelli che hanno partecipato, contribuendo a far trascorrere ai presenti una domenica di gioia”.
Ed eccoci alla parte centrale e calda: “…un attimo di sgomento quando si è presentata una jeep con sopra alcune maschere ispirate all’Isis. Una formula scaramantica per scacciare timori e ridere su cose a volte troppo serie”. Cioè, capiamoci bene, in mezzo a tanti carri ci stava pure una combriccola con barbe, mitra, tute militari e via dicendo? Sì, stando al racconto del primo cittadino. E ancora sì, seguendo le foto pubblicate in calce al pezzo.

Il profilo Facebook del sindaco sponsorizza la bravata

Il profilo Facebook del sindaco sponsorizza la bravata

Ora, per carità, che l’argomento sia di estrema attualità non si discute. Che ognuno in queste giornate si concia come meglio crede ci sta. Che la cosa era goliardica, poiché a bordo c’erano anche “stemmi della pace” è vero, ma magari la scelta è risultata leggermente pesante. Fuori luogo? A spulciare i profili del social pare proprio così. In diversi si sono schifati. Molti sono rimasti contrariati. Alcuni hanno ritenuto doveroso ribadire che gli attentati di Parigi avrebbero lasciato pure una dolorosissima striscia di sangue. E altri, per concludere la carrellata, hanno tirato un poco le orecchie al sindaco. Della serie: almeno non li sponsorizzare.
C’hanno messo tanto a Tuscania per riportare il Carnevale. L’intento è quello di gettare le basi per replicare l’avvenimento negli anni che verranno. Certo è che forse, già che ci siamo, prima che escano i carri andrebbero quantomeno un poco controllati i temi proposti. Altrimenti il detto cambia in “A Carnevale ognuno può fare come cacchio gli pare”.

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