30112022Headline:

Il Genio che vorrei: ”Una multisala”

Rossi (Caffeina), Pelliccia (Biblioteca) e Capo (Medioera) concordano. Cecchini: ''Meglio il teatro leggero''

Ecco come è ridotto il Cinema Genio

Ecco come è ridotto il Cinema Genio

E mo’ (dal latino mox) che ci facciamo con il teatro Genio? Calma e gesso, anzi cartongesso, perché viste le condizioni in cui versa lo storico cinema rientrato lunedì in possesso del Comune, probabilmente bisognerà aspettare. Prima, il sopralluogo dei tecnici del settore Lavori pubblici, che stabiliranno criticità ed interventi necessari per riportare la struttura alle più elementari condizioni di sicurezza, oltre che di dignità. E poi per capire come intenderà muoversi l’amministrazione comunale stessa, magari con un bando per i privati, un project financing o roba del genere. Nell’attesa di tutto questo, niente impedisce a Viterbonews24 di fare un giro d’opinione tra gli addetti culturali cittadini, per riportare i loro desiderata. Insomma, la domanda è sempre quella: cosa ci fareste al Genio?

”Cosa ci farei? Un cinema multisala – risponde deciso Filippo Rossi, fondatore di Caffeina nonché leader di quel movimento civico, Viva Viterbo, che in consiglio comunale si è tanto battuto per il Genio come per il teatro dell’Unione – Parlo da genitore di due figli adolescenti che sono costretto ad accompagnare regolarmente al cinema a Vitorchiano. Che Viterbo, un capoluogo di provincia, debba avere un cinema è prima di tutto una battaglia di civiltà, ma anche una questione economica: quanti viterbesi come me vanno fino a Vitorchiano, spendendo soldi in benzina e spendendo soldi a Vitorchiano? E quante cinefili della Tuscia non vengono a Viterbo da quando non c’è più un cinema (anche se, per la cronaca, una sala ci sarebbe ancora: quella del Lux, ndr)? Dunque, ecco la questione economica: una multisala lì, nel cuore del centro, darebbe beneficio a tutti, per primi ai commercianti’”. Resterebbe sempre il problema di come farla, una multisala, con quali quattrini. Rossi è consapevole: ”Se fossi sindaco, ristrutturerei tutto con i soldi pubblici, perché questa è una chiara scelta politica e sociale. Ma mi rendo conto che non è possibile, specie coi tempi che corrono. Allora si faccia altrimenti, un bando per i privati, qualsiasi cosa, ma si faccia in fretta. Perché a questo punto la vittoria non è aver riottenuto le chiavi del cinema, ma arrivare ad inaugurarlo… Detto questo: un plauso all’assessore Barelli, che ha contribuito a riportare un bene pubblico nella disponibilità pubblica”.

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