13042021Headline:

“Il Sasseto all’asta? Lo compriamo noi”

Su Torre Alfina interviene il sindaco Bambini: "Abbiamo diritto di prelazione"

Il sindaco acquesiano Fabrizio Bambini

Il sindaco acquesiano Fabrizio Bambini

Non era uno scherzo quello di ieri. No, assolutamente. Il bosco del Sasseto è in asta sul serio. Le prime due sono andate deserte. Alla prossima potrebbe invece presentarsi qualcuno. Ma non è detto che la vendita vada in porto. Perché? È difficile, cazzarola, ma tenteremo comunque di spiegarlo.
Dunque. Il Sasseto è un lotto indipendente, attualmente sotto la tutela del Tribunale di Viterbo, rispetto all’adiacente e più rinomato castello. E giacché non era stato detto prima, si sta parlando della nobile dimora di Torre Alfina.
Lucianone Gaucci, ultimo poliedrico proprietario, fallì. Nel senso più economico che può esistere del termine. E così le banche si mangiarono il pacchetto. Spezzettandolo. Nella roccaforte oggi come oggi la cricca Boscolo organizza eventi. La foresta sottostante invece non ha ancora avuto grandi ammiratori.
Come mai? “Perché è un monumento naturale – spiega il sindaco di Acquapendente, Alberto Bambini – e quindi non ci si può far nulla di dentro. Grazie a dio è arrivato questo riconoscimento. Con tanto di nomina ad organo di controllo della riserva di Monte Rufeno”.
Perfetto. In sostanza il Sasseto è intoccabile. Lo si può acquistare, va bene. Ma, per dire, pure metterci una panchina o piantarci quattro fiori (figuriamoci quindi costruirci) risulterebbe complicato. E allora come mai si parla di gente interessata? “Per quanto ne so io – prosegue il primo cittadino – qualche vecchio creditore ha chiesto l’assegnazione diretta. Cosa però che non potrà mai succedere”.

Un particolare del Sasseto

Un particolare del Sasseto

Eccoci, quindi. Qualcuno avvelenato con Gaucci sta provando ad impossessarsi del bosco. E come lo fermiamo? “Sereni – ancora lui – ritorniamo alla nomina a monumento naturale. In quel caso alla Regione, col supporto del Comune, venne anche conferito il diritto di prelazione in caso di vendita”.
Il fazzoletto verde è quindi ultra-tutelato. “Abbiamo provato già a prendercelo – chiude Bambini – ma si è scatenato un iter burocratico incredibile. Come siamo rimasti in stand-by. La volontà però rimane. Così come la prelazione. Insomma, il Sasseto è e rimarrà di tutti”.

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